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Napoli, di povertà si muore

Se la globalizzazione favorisce i ricchi e penalizza il lavoro
Foto: Foto di Francesca Cappa da Flickr
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Lettera di Fp e Cgil agli assessori alle Politiche sociali di Regione Campania e Comune: l'esplosione della casa con la morte di una donna sotto sfratto è una tragedia annunciata. Serve una vera integrazione sociosanitaria basata sui bisogni dei cittadini

“Quanto accaduto ieri a Napoli, con il suicidio premeditato di una intera famiglia a causa dello stato di indigenza, grida vendetta”, secondo Cgil e Fp Napoli e Campania. L’esplosione, avvenuta in uno dei quartieri spagnoli, che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre due era infatti “una tragedia evitabile in uno stato di diritto che assiste i suoi cittadini, soprattutto quelli in condizioni di grave disagio”.

Lo dicono con chiarezza  Ileana Remini (Cgil Campania), Federica Fiocca (Fp Cgil Napoli e Campania) e Giuseppe Mele (Cgil Napoli), in una lettera inviata agli assessori alle Politiche sociali di Regione Campania e Comune di Napoli. “Nel nucleo familiare in questione – viene sottolineato – c’erano tre disabili senza alcun tipo di assistenza né sociale né sanitaria, abbandonati a se stessi dalle istituzioni che avrebbero dovuto prevederne l’inclusione”.

“Da anni – precisa il sindacato – chiediamo che si proceda a una vera integrazione sociosanitaria basata sui bisogni dei cittadini; da mesi gli operatori che si occupano di assistenza sociale e sanitaria vedono tagliati i propri orari di lavoro a causa di una ‘evidentemente presunta’ carenza di utenti; come è possibile che invece vi siano decine di famiglie a Napoli e in Campania fuori dal monitoraggio?”.

“Napoli e la Campania – conclude la lettera – hanno bisogno di un piano di intervento straordinario di lotta alla povertà e al disagio sociale, di welfare e servizi sociosanitari efficienti, di una regia pubblica e di istituzioni presenti e collaborative”.

Per questo Fp e Cgil chiedono un tavolo di confronto congiunto “che affronti l’emergenza sociale a Napoli, ripartendo dai bisogni, senza tatticismi politici; il disastro non può più aspettare presunte tregue elettorali”.