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Boom dei voucher e del tempo determinato

Boom dei voucher e del tempo determinato
Foto: Foto di © Luigi Innamorati/Sintesi
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La Fondazione Di Vittorio commenta i dati Inps: nell'accesso all'impiego le forme instabili sono assolutamente predominanti, fortissimo aumento nell'uso dei buoni. Nei primi dieci mesi del 2016 oltre 3,1 milioni assunzioni a termine e 491mila stagionali

Le forme di lavoro instabili sono "assolutamente predominanti nell'accesso al lavoro: boom di voucher e del tempo determinato". Così la Fondazione Di Vittorio commenta i dati dell'osservatorio Inps sul precariato, diffusi oggi. Le assunzioni a termine nei primi dieci mesi del 2016 sono in forte crescita, oltre 3,1 milioni e, assieme alle assunzioni stagionali pari a 491mila unità, rappresentano quasi il 75% dei nuovi rapporti di lavoro.

La vendita dei voucher è superiore a 121 milioni (+32,3% rispetto al 2015 ma ben +121,7% rispetto allo stesso periodo del 2014), aggiunge la fondazione della Cgil. La variazione netta delle assunzioni a tempo determinato (stagionali esclusi) è stata fino ad ottobre 2016 di +414 mila, 316 mila in più dei primi 10 mesi 2015, 210 mila in più del corrispondente periodo del 2014. Lo scarto aumenta ancora considerando gli stagionali. Il saldo occupazionale complessivo +479mila unità è evidentemente quasi del tutto attribuibile all'aumento del tempo determinato.

Tra i lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi domestici e agricoli) calano, invece, i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Nei primi dieci mesi del 2016 sono stati 1.044 mila; inferiori non solo a quelli dello stesso periodo del 2015 (-492 mila, pari al -32%), ma addirittura anche a quelli del 2014 (-63 mila, pari a -5,7%). Anche le trasformazioni in tempo indeterminato (257 mila) sono in calo sia rispetto al 2015 (-133 mila, -34,1%) che al corrispondente periodo del 2014 (-36 mila, -12,4%).

Il saldo occupazionale complessivo del tempo indeterminato (incluse le trasformazioni che però riguardano rapporti di lavoro già esistenti) +62mila, resta per ora ancora in zona positiva (tuttavia, senza trasformazioni, a differenza del 2015, il saldo sarebbe largamente negativo), anche se drasticamente ridotto rispetto al 2015 (+588mila) e inferiore anche al dato 2014 (+101mila).

Questo dato, osserva la Fondazione, "va letto anche in rapporto alla diminuzione dei flussi in uscita (calo cessazioni) con una forte diminuzione dei pensionamenti, e andrà verificato-negli ultimi due mesi del 2016-rispetto all'intensa dinamica di crescita registrata nello stesso periodo del 2015 (ultimi due mesi degli incentivi). In sintesi - conclude -: se, oltre alle attivazioni a tempo determinato e stagionali, si prende a riferimento anche il fortissimo aumento dei voucher che crescono di quasi 30 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si conferma come le forme di lavoro instabile siano assolutamente predominanti nell'accesso al lavoro nel 2016. A ciò si può aggiungere che i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo sono cresciuti del 27% (+13mila unità) rispetto al 2015 e del 32% (+15 mila) rispetto al 2014".

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