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Asl Roma 3 sopprime servizio notturno nuclei di primo intervento

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Fp Cgil Roma Centro ovest litoranea: "Chiedevamo assunzioni, riceviamo chiusure"

“Vogliamo capire se il corposo elenco di servizi sanitari sottratti ai bisogni dei cittadini sia destinato ad aumentare, preconizzando una chiusura delle attività pubbliche di questo territorio”, Così si concludeva il volantino scritto un mese fa dalla Fp Cgil di Roma Centro ovest litoranea, e rivolto al commissario straordinario. "A distanza di un mese, abbiamo avuto la risposta con la nota 87055 di ieri, 6 dicembre, che dispone la chiusura del turno notturno dei tre nuclei di primo intervento (Fiumicino - Via Coni Zugna, Fregene – Via Porto Azzurro, Casal Bernocchi – Villa di Cilone)", denuncia il sindacato.

Da mesi, la Cgil chiede che le poche deroghe, ottenute in maggio dalla Regione Lazio, si tramutino in assunzioni. "A nulla sono valse le proteste messe in campo. Dei 25 infermieri che si sarebbero potuti assumere, solo 6 hanno preso servizio. Dei 20 operatori socio sanitari non si hanno notizie, così come dei 15 ausiliari da assumere attraverso il collocamento. Dalla Regione, da chi la gestisce politicamente e amministrativamente, solo indicazioni dilazionatorie. Adesso la direzione della Asl Roma 3 ritiene di aver trovato la soluzione nella chiusura notturna dei posti di primo intervento del X municipio e di Fiumicino", rileva ancora l'organizzazione del pubblico impiego.

I Nuclei di cure primarie garantiscono l’attività di emergenza sanitaria territoriale, infatti assicurano interventi ambulatoriali d'urgenza, 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno. L’accesso è dedicato ai cittadini che espimono un bisogno di salute e non devono accedere a un Pronto Soccorso ospedaliero. "Non può sfuggire che la chiusura del turno notturno ridurrebbe ulteriormente la sanità pubblica del territorio, oltre a congestionare ulteriormente i Pronto soccorso", precisa la Fp Cgil.

"Da subito, metteremo in campo tutte le azioni che possano impedire la chiusura di servizi. Chiediamo la revoca immediata della nota 87055, e faremo appello all'utenza per una mobilitazione a difesa della sanità nel nostro territorio. Le attività sanitarie pubbliche vanno aumentate, non chiuse", conclude il sindacato.