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Povertà, Cgil: una delusione il ddl delega del governo

Ampliare il Reddito d'inclusione, le proposte Fp
Foto: Foto di Stefano De Luigi/Sintesi
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Lamonica: "Non sembra esserci un vero piano in materia né si definiscono le tappe per raggiungere, anche con gradualità, l'obiettivo di una misura nazionale strutturale e universale di contrasto alla povertà assoluta. Va aperto il confronto per cambiarlo"

"Il disegno di legge delega è una delusione, non sembra esserci un vero piano contro la povertà né si definiscono le tappe per raggiungere, anche con gradualità, l'obiettivo di una misura nazionale strutturale e universale di contrasto alla povertà assoluta". Questo il giudizio di Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, sul ddl delega contro la povertà approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

"Le risorse aggiuntive previste dalla legge di Stabilità – spiega la dirigente sindacale – non solo non coprono l'intera popolazione in povertà assoluta, ma si limitano ad estendere la sperimentazione di strumenti già in atto, il Sia e l'Asdi. Inoltre, si annuncia un intervento di razionalizzazione sulle attuali prestazioni sociali, non meglio specificate, dalle quali bisognerebbe ricavare le risorse per l'implementazione delle misure contro la povertà negli anni successivi al 2016".

"Il rischio – sostiene ancora la sindacalista – è che per effettuare i risparmi si costruisca una fase di nuovi tagli, e invece di estendere l'area d'intervento di welfare e assistenza si spostino risorse da una platea all'altra. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha annunciato di voler aprire un confronto con l'Alleanza contro la povertà, di cui la Cgil fa parte. Ci auguriamo che questo avvenga, ribadiamo la nostra proposta di Reddito d'inclusione sociale, e contrasteremo ogni tentativo che vada nella direzione di ridurre, anziché ampliare, la copertura del welfare".