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Umbria: Inca, Regione non imponga ticket su cataratta e tunnel carpale

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"Da qualche mese la Regione Umbria ha definitivamente trasferito il trattamento chirurgico della cataratta e del tunnel carpale dal regime di ricovero ospedaliero al regime di attività ambulatoriale. Fin qui nulla da eccepire, dato che la legge che ha definito i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) già prevedeva da anni di non ricorrere a ricoveri ospedalieri laddove il trattamento ambulatoriale risultasse più appropriato o ugualmente efficace". E' quanto si legge in una lettera del segretario generale della Cgil e Inca Umbria.

"Lo scopo - scrive il sindacato - era quello di superare i costi dei ricoveri ospedalieri non strettamente necessari. Per raggiungere questo obiettivo la Regione Umbria, per anni, ha adottato un regime di esenzione ticket per il trattamento di queste due patologie, a prescindere se l’intervento fosse eseguito in regime di ricovero ospedaliero o in regime ambulatoriale".

"Tutto questo per non creare disparità di trattamento tra gli assistiti, in una fase in cui le due tipologie di intervento coesistevano. Oggi la Regione ha dato completa attuazione al trasferimento in regime ambulatoriale, chiudendo la fase di transitorietà e quindi anche di gratuità. L’ effetto immediato, dunque, è l’ introduzione del ticket sul trattamento di queste patologie che fino ad oggi erano esenti. Pur comprendendo le ragioni organizzative di questa scelta non possiamo non evidenziare che la cataratta colpisce prevalentemente le persone anziane ( per la verità nella grande maggioranza esenti o per reddito o per invalidità), e il tunnel carpale spesso si configura come malattia da lavoro". 

"Per queste ragioni auspichiamo che:

• la Regione Umbria mantenga in regime di gratuità entrambi gli interventi, visto che lo ha fatto per molti anni sperimentalmente, ed ha comunque mantenuto, virtuosamente, i conti in ordine. Il risparmio è già contenuto nel non ricorrere più al ricovero ospedaliero.

• i medici e gli operatori sanitari che vengono a contatto con i portatori di queste patologie ne indaghino l’eventuale natura professionale. Il riconoscimento della causa da lavoro, dove riconosciuta, infatti, implica non solo il risarcimento economico del danno ma anche l’ esenzione dal ticket", conclude.