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Lavoro pubblico: al servizio dei cittadini, al servizio dei diritti

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Le conclusioni di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, alla iniziativa di Roma, 18 settembre 2019, nel quadro della sesta edizione delle Giornate del lavoro

» Galleria fotografica da Rassegna sindacale "Abbiamo deciso quest'anno di usare le Giornate del lavoro per indicare le idee che sostanziano un cambiamento fondato sulla valorizzazione del lavoro e delle persone".  Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, concludendo a Roma la seconda tappa delle Giornate del lavoro 2019, interamente dedicata al tema del lavoro pubblico come garanzia dei diritti costituzionali. "Dietro alla nostra proposta c'è un modello di società, centrato su un concetto: applicare e affermare i principi fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione". L'iniziativa annuale della Cgil "coincide con una fase di grande cambiamento e trasformazione politica del Paese - spiega Landini -: quando abbiamo pensato alle Giornate non pensavamo certamente a questa situazione. Si è appena riaperto un dialogo tra il governo e le organizzazioni sindacali". Nel mondo del lavoro di oggi, riflette il segretario, "siamo in una condizione inedita da vari punti di vista. C'è una fase di grande trasformazione per il lavoro pubblico e privato, c'è un'importante mutazione tecnologica in atto. Cambiamento - però - significa anche rivedere la discussione sindacale e il nostro agire: la questione non è solo garantire alle persone il diritto di lavorare e la qualità della vita, ma anche iniziare a riflettere su quale tipo di prodotto si produce". La sostenibilità ambientale e sociale deve essere centrale. "Questo ci porta a rivedere le nostre modalità di contrattazione. Oggi il negoziato non deve agire solo sulle conseguenze delle scelte che fanno gli altri: non è più sufficiente contrattare salario, orario e solidarietà, ma si apre la necessità di riflettere sulla fase di progettazione dei cambiamenti". In altri termini, a suo avviso, "bisogna ragionare fin da subito sulla sostenibilità del prodotto. Dobbiamo ottenere il diritto di contrattare prima che avvengano le trasformazioni, venire coinvolti nel momento in cui si prendono le decisioni". Il sindacato è quindi chiamato a riflettere sulla contrattazione, soprattutto guardando le novità del mercato attuale. Così Landini: "Il sistema di appalti, subappalti e finte cooperative sta generando un peggioramento della qualità del lavoro. Per esempio in un grande ospedale lavorano migliaia di persone, ma non tutti hanno gli stessi contratti: in molti casi gli uomini e donne che operano lì non hanno uguali diritti e tutele, ci sono differenze perfino sul costo dei trasporti e il diritto alla mensa". Un tema che si riannoda alla qualità della vita e quindi dell'impiego: "Se una persona è tranquilla e ha un posto di lavoro stabile sarà disponibile a impegnarsi e fare gioco di squadra. Se un lavoratore è precario, probabilmente, non avrà quella stessa disponibilità". "C'è bisogno di uno sforzo confederale molto più avanzato rispetto a quanto fatto finora - ha aggiunto -, con l'obiettivo di ricomporre le tutele frantumate nel mondo del lavoro". E ancora: "Il cambiamento non dipende da altri, ma da quello che facciamo noi: in questa idea c'è la necessità di superare i compartimenti stagni, va ricostruito un elemento di rappresentanza dentro tutti i luoghi di lavoro. Dobbiamo cambiare anche noi sindacati. Sarà un processo difficile, nessuno ha la soluzione in tasca, ma intanto abbiamo la consapevolezza che questo processo è necessario".