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La lettera

Fragili senza tutele

Foto:  Simone Sensore Sintesi
Angela Fabbris
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Pubblichiamo una testimonianza arrivata alla nostra redazione. L'odissea di una caregiver tra i vaccini. "Noi familiari di persone con gravi disabilità non vogliamo privilegi, ma appunto diritti"

Accudire un anziano o una persona fragile, chiunque lo faccia, genitore familiare o badante, è compito gravoso e delicato. E se il caregiver si ammala o è portatore di contagio la situazione d’improvviso diventa drammatica. Dopo una lunga polemica il piano vaccinale anti Covid ha previsto che non solo debbano essere vaccinati prioritariamente gli uomini e le donne “fragili” ma anche chi si occupa di loro. Giustamente!

Capita però che in una regione, il Lazio, ritenuta eccellente per capacità di prenotazione e somministrazione del prezioso siero, si decida di aprire, finalmente ma con ritardo, la prenotazione anche a chi si occupa appunto dei fragili.

Capita ancora che, diversamente da quanto accade per le altre categorie, per fissare l’appuntamento i caregiver debbano necessariamente rivolgersi a un numero telefonico senza aver accesso al portale web per la prenotazione. Inevitabile si dirà, perché loro, i caregiver, hanno il diritto al vaccino in quanto legati al codice fiscale e al codice di patologia della persona di cui si occupano, e non in proprio. Inevitabile mica tanto, in epoca di digitale e algoritmo, ma tant’è!

Bene, allora si prova con il numero messo a disposizione dalla Regione. Capita, però, che dopo essere stati attaccati al telefono per ben tre giorni dalle 7.30 alle 19,30 senza riuscire mai mai mai a prendere la linea, finalmente al quarto giorno, e dopo esser stati buttati fuori dal sistema per ben tre volte, all’ennesimo tentativo risponda un’operatrice che afferma: “Mi spiace signora, prima che lei parli le comunico che 10 minuti fa la Regione Lazio ci ha informati che non possiamo più prenotare per i caregiver, a meno che non si occupino di minori di 16 anni. Per tutti gli altri la prenotazione al momento si fa per fasce di età”.

La domanda sorge spontanea: ma chi è quel genio che ha preso questa decisione? Arriva dalle nuove indicazioni del commissario straordinario Figliuolo o da una scelta regionale? E quale sarebbe il senso? D’improvviso i fragili sono diventati sani? O non corrono più rischi di esser contagiati o abbandonati in caso di malattia di chi si occupa di loro? E in tutto ciò il rispetto dei cittadini e delle cittadine che sul portale salute della Regione Lazio trovano ancora scritto che è aperta la prenotazione degli appuntamenti per i caregiver e basta chiamare il numero 06164161841 dove va a finire?

Infine capita che lo stesso i giorno in cui questo accade, l'assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D'Amato rilasci a un grande quotidiano della capitale una lunga intervista in cui annuncia che da venerdì 26 marzo si comincerà a vaccinare fino alle 24. Anche in questo caso la domanda sorge spontanea: chi riceverà il siero? Quale criterio di priorità? Se si prolunga l'orario di somministrazione significa che vi sono dosi a sufficienza per farlo ed allora perché la prenotazione dei caregiver è stata sospesa?

Insomma, ancora una volta i diritti delle persone più fragili valgono meno? Noi familiari di persone con gravi disabilità non vogliamo privilegi, ma appunto diritti. Chissà se mai arriveranno le risposte e le scuse dovute!