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Si apre uno spiraglio di confronto istituzionale sulla vertenza Natuzzi, ma per i sindacati il tempo delle attese è ormai al limite. L’incontro che si è svolto oggi a Bari, presso la Regione Puglia, tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali viene giudicato positivamente per l’apertura al dialogo, ma restano forti le preoccupazioni sul futuro occupazionale del gruppo.
Un confronto atteso dopo il tavolo al Mimit
Il vertice regionale era stato richiesto dalle organizzazioni sindacali nel corso del confronto di dicembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed è stato promosso dalla Regione Puglia. “Un’occasione preziosa per affrontare alcune questioni cruciali del Gruppo Natuzzi rispetto al piano industriale presentato”, sottolineano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, che parlano di un’apertura positiva, ma ribadiscono la necessità di risposte rapide da parte dell’azienda.
Migliaia di lavoratori in attesa di certezze
Al centro della preoccupazione sindacale c’è la condizione di migliaia di lavoratrici e lavoratori che, secondo le organizzazioni, vivono una fase di forte apprensione. “Hanno reso grande il marchio Natuzzi nel mondo e attendono ancora di conoscere il nuovo progetto industriale”, affermano i sindacati, chiedendo chiarezza sulle strategie per saturare la capacità produttiva degli stabilimenti italiani e incentivare il reshoring, evitando la chiusura dei siti produttivi annunciata in passato dai vertici aziendali.
Piano industriale, esodi e stop agli esuberi
Per Feneal, Filca e Fillea resta fondamentale l’avvio di un piano di incentivazione all’esodo volontario per il personale prossimo alla pensione e, allo stesso tempo, il definitivo superamento dell’ipotesi di esuberi, richiesta avanzata dai sindacati e successivamente confermata dalla stessa azienda. Elementi che, però, necessitano di essere tradotti in impegni concreti e verificabili.
Accelerazione del confronto
Tra gli elementi positivi emersi dall’incontro, i sindacati segnalano la decisione del Mimit, presente al tavolo insieme al neopresidente della Regione Puglia Antonio Decaro e a Pasquale Natuzzi, di anticipare al 4 febbraio il prossimo incontro già fissato per il 25. Una scelta letta come un’accelerazione del percorso di confronto, ma che dovrà portare risultati tangibili.
Le richieste al centro della vertenza
Nonostante l’apertura istituzionale, le organizzazioni sindacali ribadiscono che permangono “forti perplessità” rispetto ad alcune dichiarazioni aziendali. Nei prossimi incontri, chiedono la definizione di un percorso condiviso che garantisca piena occupazione, certezze per il futuro, uscita dagli ammortizzatori sociali e un vero rilancio industriale. Un obiettivo ritenuto strategico non solo per la Puglia e la Basilicata, ma per l’intero sistema del made in Italy.






















