Lo stabilimento di Versalis a Marghera entra in stato di agitazione permanente. L’assemblea dei lavoratori, riunitasi nei giorni scorsi insieme ai delegati e alle segreterie territoriali, ha deciso di alzare il livello dello scontro dopo settimane di tensione e silenzi. Al centro c’è il futuro del sito e il piano di investimenti che, secondo i lavoratori, non offre prospettive di sviluppo ma solo un orizzonte di mantenimento.

La richiesta di un tavolo al ministero

L’assemblea ha scelto una doppia strada. Da un lato il coinvolgimento della politica regionale e nazionale per arrivare a un tavolo dedicato al ministero, esclusivamente su Marghera e sul suo futuro industriale. Dall’altro la richiesta di un confronto diretto con i vertici aziendali per discutere un nuovo piano industriale che garantisca crescita, innovazione e occupazione stabile.

Dopo lo sciopero, il muro dell’azienda

Il 5 febbraio i lavoratori avevano già incrociato le braccia. Si aspettavano una riapertura delle relazioni sindacali. Invece, denunciano, l’azienda continua a rifiutare il confronto sull’organizzazione del lavoro e sulle prospettive dello stabilimento. Una chiusura che, secondo quanto emerso in assemblea, disconosce di fatto il Protocollo Insieme che regola le relazioni tra Eni e le rappresentanze dei lavoratori.

“Vogliamo sapere quale sarà il nostro futuro”

La richiesta è chiara: conoscere quale sarà il destino dello stabilimento e dei posti di lavoro. Per i lavoratori il confronto tra istituzioni, azienda e sindacato è l’unica strada per evitare un lento declino industriale. Se non arriveranno risposte, l’assemblea si è riservata di mettere in campo nuove iniziative di lotta.