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La Hydro Extrusions di Feltre (Belluno), azienda norvegese attiva nei settori dell’alluminio, ha confermato l'esistenza di manifestazioni d’interesse concrete da parte di potenziali investitori per l'acquisizione del sito produttivo. Questo l’esito dell’incontro che si è tenuto martedì 19 maggio a Roma, presso la sede del ministero delle Imprese.
Nel corso del tavolo gli advisor di Bdo hanno presentato il resoconto delle attività svolte per la ricerca di un possibile acquirente. Dopo una prima fase nella quale erano pervenute sette manifestazioni di interesse, il percorso si è concentrato su un unico soggetto industriale, con il quale verrà ora avviata una fase di due diligence finalizzata a verificare le prospettive occupazionali e di sviluppo industriale del sito, attraverso la presentazione di un piano industriale solido e credibile.
Durante l’incontro sono stati presentati i soggetti industriali interessati a rilevare il sito, un passaggio che i sindacati giudicano “un elemento di avanzamento importante per allontanare lo spettro della dismissione, ma che richiede immediata chiarezza sui contenuti dei piani industriali”.
Per Fiom Cgil e Fim Cisl di Belluno ci dovranno essere criteri precisi per stabilire l'idoneità delle offerte: l'acquirente deve possedere una dimensione industriale e finanziaria significativa, coerente con l'importanza dello stabilimento; nel piano industriale deve esserci la salvaguardia delle lavorazioni, evitando la frammentazione del ciclo produttivo attuale; l'accordo di cessione dovrà prevedere la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali attuali e dei trattamenti contrattuali in essere per tutti i lavoratori e le lavoratrici presenti.
“Nonostante la presentazione di queste realtà industriali che ci permettono di provare a definire un futuro possibile per la Hydro, permangono tuttavia, a nostro avviso, importanti elementi di incertezza riguardo al perimetro aziendale effettivamente oggetto della possibile cessione”, spiegano i sindacati.
Fiom e Fim ribadiscono che “la tutela occupazionale, la salvaguardia delle professionalità presenti e il rilancio industriale del sito produttivo rappresentano elementi imprescindibili per una possibile conclusione positiva della vertenza”, dando piena disponibilità a “un negoziato trasparente e senza alcun pregiudizio ideologico sul cambio di proprietà”
Le due sigle “non si limiteranno ad attendere passivamente le decisioni aziendali: la qualità e la sostenibilità del compratore restano i parametri di giudizio fondamentali”. Fiom e Fim hanno anche “respinto fermamente l'idea di uno ‘spezzatino’ delle attività o di un ridimensionamento che confini l'attività alla sola area fonderia”. Per entrambe l'obiettivo è quello di “assicurare la piena occupazione di tutti i lavoratori e garantire il rilancio produttivo e industriale del sito attraverso investimenti strutturali e di lungo periodo”.
L'azienda ha accolto le sollecitazioni del tavolo, esplicitando l'intenzione di orientare la scelta verso un operatore fortemente verticalizzato in grado di assicurare stabilità nel lungo termine. Il tavolo ministeriale rimane aperto in attesa che vengano formalizzati e comunicati i piani industriali dettagliati ed è stato riconvocato al 1° luglio per l'avvio del confronto diretto con il nuovo soggetto industriale.






















