“Le richieste che facciamo sul caporalato sono quelle che facciamo da sempre. Innanzitutto più ispezioni e più ispettori, gli organici sono ridotti all’osso, occorre mettere nelle condizioni la parte istituzionale ispettiva di fare il proprio dovere. Poi serve un maggiore controllo del territorio”. Lo ha dichiarato all’Ansa il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, che domani, 5 giugno, sarà audito in Consiglio regionale sul tema insieme alle altre sigle sindacali e alle associazioni regionali di categoria.

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“Abbiamo denunciato più volte che questi braccianti d’estate vanno nel Metapontino, in autunno sono nella Piana di Sibari, poi si spostano verso Foggia. Poi abbiamo la situazione del campo di San Ferdinando. È tutto il territorio che va controllato”, aggiunge Trotta. Anche per questo “chiediamo un piano trasporti per queste persone così da portarli dal Comune di domicilio al luogo di lavoro, togliendo in questo modo un’arma potente soprattutto ai caporali. Inoltre servono delle abitazioni da mettere a disposizione, a canone agevolato, per questi lavoratori. Così, da un lato gli viene garantito il trasporto, dall’altro una casa, facendo i dovuti controlli, sottostando a un contratto di lavoro con paghe adeguate”, spiega Trotta, indicando anche la necessità di maggiori controlli alle aziende. “Serve poi costituirsi parte civile sia nei confronti dei caporali sia delle aziende che li utilizzano”, ha rimarcato.

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