“L’incontro di lunedì 14 settembre al ministero delle Imprese ha confermato tutti i nostri timori: dall’azienda e dalle parti interessate non è arrivata alcuna novità concreta, ma soltanto l’ennesimo tentativo di prendere tempo”. A dirlo è il segretario generale Fiom Cgil Livorno Massimo Braccini: “La cessione della divisione Power Systems da Rheinmetall al fondo Aequita sta lasciando lo stabilimento Pierburg e i suoi lavoratori in una situazione drammatica e insostenibile”.

A Livorno siamo “ormai al terzo anno di ammortizzatori sociali”, prosegue il dirigente sindacale: “I lavoratori stanno pagando a caro prezzo l’incertezza e la mancanza di prospettive sul futuro dello stabilimento. Un fondo non crea lavoro. Aequita è un fondo finanziario e non un soggetto industriale. Da solo non può garantire i carichi di lavoro necessari a salvaguardare l’occupazione e assicurare un futuro produttivo allo stabilimento di Livorno. Trattamento disparitario e inaccettabile”.

Braccini evidenzia che mentre “in Germania Rheinmetall ha concordato e formalizzato con il sindacato tedesco garanzie stringenti e strumenti di tutela per i siti interessati dalla cessione, in Italia agli stabilimenti come quello di Livorno vengono negate le stesse tutele, lasciando il sito privo di impegni industriali vincolanti. Non possiamo accettare che i costi sociali di quest’operazione ricadano interamente sui lavoratori livornesi”.

Per il segretario generale Fiom “non servono dichiarazioni d’intenti, né ulteriori rinvii. Servono investimenti certi, allocazione di volumi produttivi e garanzie occupazionali concrete”.

Il ministero ha comunque richiesto di fissare una nuova data entro un mese e ha invitato l’azienda a presentarsi al tavolo con soggetti titolati ad assumere decisioni sui piani industriali e sulle garanzie per i lavoratori. “Per queste ragioni – conclude Braccini – oggi (martedì 15 settembre) si tengono le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Pierburg di Livorno, per riferire gli esiti del tavolo ministeriale e assumere le decisioni e le iniziative di mobilitazione necessarie a sostenere e far avanzare la vertenza”.