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Una mattinata dedicata alla memoria, alla formazione e al futuro consapevole. Si è svolta oggi, 17 aprile, al Teatro Palladium di Roma, la cerimonia di premiazione del concorso “Giuseppe Mora e Lorena Fantini”, iniziativa dedicata alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro promossa da Fillea Cgil Roma e Lazio, Cdlt Roma Col. e Fillea nazionale, in collaborazione con il Municipio VIII, l’Università Roma Tre e l’Iis “J.J. Rousseau”.
L’evento ha visto l’assegnazione di sette borse di studio a studentesse e studenti dell’istituto romano, protagonisti di un percorso di approfondimento sui temi della prevenzione, della dignità del lavoro e della tutela della vita. Un appuntamento che ha messo al centro il ruolo delle nuove generazioni, chiamate a diventare parte attiva nella costruzione di una cultura della sicurezza fondata sulla conoscenza, sul rispetto e sulla responsabilità.
La giornata ha rappresentato anche un segnale concreto dell’impegno sindacale sul territorio. Per la Fillea Cgil, infatti, la battaglia per la sicurezza non riguarda soltanto i cantieri e i luoghi di produzione, ma passa anche dalle aule scolastiche e dalla capacità di formare cittadini consapevoli già durante il percorso di studi. Un investimento culturale prima ancora che sociale, che punta a prevenire incidenti e sfruttamento attraverso l’educazione e la partecipazione.
“Sicurezza e lavoro dignitoso devono diventare un patrimonio condiviso fin dall’inizio dei percorsi formativi. Investire sui giovani vuol dire costruire un futuro in cui il lavoro non metta a rischio la vita. Iniziative come questa sono fondamentali per radicare una vera cultura della prevenzione”, ha dichiarato Diego Piccoli, segretario generale Fillea Cgil Roma e Lazio, presente all’iniziativa.
Piccoli ha poi ribadito come l’azione del sindacato guardi oltre l’emergenza quotidiana: “L’impegno di Fillea Roma e Lazio non è solo quello sui cantieri. Per noi la formazione scolastica e l’attenzione ai temi della sicurezza sono una necessità imprescindibile per la crescita delle nuove generazioni. Alexis de Tocqueville sosteneva che il futuro è scritto nella culla: noi proviamo a dare un contributo a partire dalla adolescenza di queste ragazze e ragazzi”.
Sulla stessa linea anche l’intervento di Alioscia De Vecchis, segretario generale Fillea Cgil Roma Col, che ha sottolineato il valore strategico del lavoro nelle scuole: “Portare la cultura della sicurezza dentro le scuole è una scelta precisa: significa prevenire, formare e costruire cittadini e lavoratori più consapevoli. Questo concorso dimostra che i giovani vogliono essere parte attiva di questo cambiamento”.
Particolarmente intenso il contributo di Antonio Di Franco, segretario generale Fillea Cgil nazionale, che ha richiamato il significato profondo dell’iniziativa e il valore della solidarietà che la sostiene. “Con questo premio ci avete dato la possibilità di capire che siamo sulla strada giusta. Una comunità solidale capace di mettere insieme scuola, municipio e sindacato con l’obiettivo di riuscire a leggere il mondo del lavoro”.
Di Franco ha ricordato anche l’origine delle risorse destinate alle borse di studio: contributi che arrivano dai lavoratori iscritti al sindacato, da chi sceglie di destinare una parte del proprio salario per offrire opportunità di crescita ai più giovani. Un gesto che racconta il volto collettivo del sindacato e la dignità del lavoro operaio.
“Si tratta di edili che non sono lavoratori di serie B. Operai che con forza e dignità, dietro una tuta sporca, con sudore e cemento, ogni giorno decidono di fare qualcosa per tutti noi, per la collettività. Costruiscono beni collettivi”, ha affermato il segretario nazionale, invitando gli studenti a guardare con occhi nuovi il lavoro manuale e chi lo svolge.
Non è mancato il richiamo al dramma delle morti sul lavoro, tema centrale dell’intera iniziativa. “Le morti di lavoro non sono fatti occasionali. Indignatevi anche voi quando sentite la parola incidente, o frasi come ‘può succedere’ o ‘morti bianche’. I lavoratori del nostro settore muoiono di lavoro”, ha detto Di Franco, ricordando la necessità di trasformare il dolore in impegno civile e giustizia sociale.
Il concorso “Giuseppe Mora e Lorena Fantini” si conferma così uno strumento prezioso per tenere insieme memoria e futuro. Da una parte il ricordo di chi ha perso la vita lavorando, dall’altra la volontà di costruire una nuova coscienza collettiva attraverso la formazione e il protagonismo dei ragazzi. Per il sindacato, investire sui giovani significa proprio questo: offrire strumenti, conoscenza e valori per cambiare il domani.
In un tempo in cui la sicurezza sul lavoro continua a essere una delle grandi emergenze del Paese, la risposta lanciata dal Teatro Palladium parte dall’educazione e dalla partecipazione. Perché un futuro davvero moderno e giusto può nascere solo da una generazione preparata, consapevole e capace di non accettare mai che il lavoro costi la vita.






















