Un operaio di 67 anni è morto nel pomeriggio di ieri, 16 aprile, cadendo da un’impalcatura in un cantiere all’interno del depuratore Viacqua, nel Vicentino, ma la notizia è stata resa noto solo oggi. L’uomo, secondo quanto si apprende, lavorava per una ditta esterna di Como ed è stato trovato privo di vita dai colleghi di ritorno dalla pausa pranzo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, i carabinieri e i tecnici dello Spisal.

Cgil Veneto: “Aprile mese nero, urgente rendere operativo il piano di prevenzione contro le cadute dall’alto”

Ancora morti e gravi infortuni sul lavoro in Veneto: “questo mese non ancora concluso – ha scritto in una nota la Cgil regionale – è già maglia nera. Le tragiche morti sul lavoro che si sono verificate a Rovigo e Vicenza, come anche gli infortuni accaduti al Lido di Venezia, confermano come le cadute dall’alto rappresentino la principale causa di infortuni gravi e mortali, soprattutto nell’ediliziaIl 3 aprile a Porto Viro (Rovigo) un lavoratore cinquantenne ha perso la vita, il 16 aprile a Casale (Vicenza) un operaio di 67 anni è morto e nello stesso giorno sono stati registrati quattro infortuni sul lavoro in un cantiere al Lido di Venezia. Tutti eventi accomunati dalla stessa dinamica: la caduta dall’alto”.

“Siamo di fronte a una situazione che non ammette ulteriori rinvii – dichiara Francesco Andrisani, segretario generale Fillea Cgil Veneto –. Le cadute dall’alto continuano a uccidere e ferire, soprattutto nei cantieri edili. È indispensabile rendere immediatamente operativo il Piano mirato di prevenzione delle cadute dall’alto: uno strumento fondamentale per rafforzare controlli, formazione, organizzazione del lavoro e responsabilità delle imprese”.

“Una volta completato il Piano – afferma Silvana Fanelli, segretaria regionale Cgil Veneto con delega alla salute e sicurezza – tutte le azioni e gli interventi messi a punto per l’edilizia devono essere estesi anche a tutti i settori che prevedono lavoro in quota. In una situazione come quella del Veneto, dove tra l’altro nel 2026 aumentano gli infortuni nella fascia d’età over 65, servono decisioni rapide, risorse adeguate per investire sull’aumento dell’organico degli enti preposti ai controlli e alla prevenzione e un’assunzione piena di responsabilità da parte delle istituzioni e delle imprese”.

La Cgil Veneto ribadisce che la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta, a partire dai settori più a rischio e dalle fasce di lavoratori più esposte, e chiede un impegno straordinario per fermare una strage che continua a colpire il mondo del lavoro.