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I consultori familiari sono una grande conquista, frutto della mobilitazione delle donne per il diritto alla salute. Mercoledì 15 aprile, presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, si è svolta un’iniziativa della Cgil Marche e dello Spi Cgil Marche per presentare la mappa dei Consultori e i Centri Antiviolenza della regione, frutto del lavoro della Rete degli Studenti Medi, del Gulliver e dell’Udu di Urbino sulla funzione di questi servizi.
I dati: nelle Marche c’è un consultorio familiare pubblico ogni 22.533 abitanti
Gli ultimi dati disponibili, elaborati dalla Regione Marche, sono del 2023 ed evidenziano che nelle Marche esiste un’emergenza consultori: sono state censite, a marzo 2023, 66 sedi consultoriali pubbliche, una ogni 22.533 abitanti. Solo in 24 sedi sono presenti tutte le figure professionali previste: ginecologa, ostetrica, assistente sociale e psicologa. Rispetto al 2016 nel 2023 la percentuale di copertura delle ore di attività previste è peggiorata per quasi tutte le figure professionali indispensabili, fatta eccezione per gli assistenti sociali, che nel 2023 arrivano a coprire il 51% di quanto indicato dalla norma.
La figura del pediatra – quasi assente già nel 2016 – nel 2023 è totalmente assente in tutti i consultori familiari della regione. Relativamente ai servizi svolti, è significativo evidenziare che l’ecografo è presente solo in 33 sedi, l’ambulatorio per la gravidanza fisiologica è svolto solo in 34 sedi, le certificazioni Ivg 8interruzione volontaria di gravidanza) sono fornite solo in 26 sedi. L’ Ivg farmacologica non è effettuata in alcuna sede poiché la Regione Marche non ha ancora recepito la circolare del ministero della Salute del 2020. L’obiezione di coscienza è praticata dal 100% degli operatori (ostetriche e/o ginecologi) in 7 sedi. Solamente in 9 sedi non ci sono obiettori.
Fontana, Cgil Marche: “Occorre raggiungere lo standard di un consultorio ogni 20 mila abitanti”
“Per restituire ai consultori il loro ruolo centrale – dichiara Eleonora Fontana, segretaria regionale Cgil Marche – occorre, anzitutto, raggiungere lo standard di un consultorio ogni 20 mila abitanti, e che la Regione sostenga piani di assunzioni mirati prevedendo le figure professionali necessarie per affrontare tutti i temi legati alla salute sessuale e riproduttiva”. Per Vilma Bontempo, segretaria Spi Cgil Marche, “l’invecchiamento della popolazione richiede specifiche, e per alcuni versi nuove attività del consultorio rivolte alle persone anziane: nella promozione della salute, nella prevenzione primaria (che devono interessare anche le fasce di età centrali e non solo gli anziani) e secondaria, e nella cura. Così come i controlli post menopausa vanno estesi a tutte le sedi”.
Il 21,2% delle donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ha subito violenza
Sempre più i consultori devono svolgere un ruolo anche nella prevenzione della violenza di genere e nelle attività rivolte alle donne vittime di violenza, costruendo e rafforzando il coordinamento con i centri antiviolenza, con la regia e il controllo del servizio pubblico, a garanzia degli interventi multidisciplinari necessari. In base alle stime preliminari desunte dalla rilevazione in corso dell’Istat, nel 2025, quasi una donna su tre, di età compresa tra i 16 e i 75 anni, ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Il 18,8% ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne. Nei casi in cui le vittime dichiarano di aver subito diversi tipi di violenza, è proprio quella psicologica a comparire più spesso in associazione con altre forme. La violenza è un fenomeno che riguarda sempre più anche le giovanissime donne. In particolare, nel 2022-23, si stima che il 21,2% delle donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni, abbia subito violenza.
Marche quinta regione per molestie in contesti non lavorativi
Le Marche sono la quinta regione per molestie in contesti non lavorativi, con il 7,2% contro il 6,4% della media nazionale. Il contributo statale per le donne vittime di violenza nella Regione Marche copre solo la metà del fabbisogno. Dai dati resi disponibili da Inps Marche, nel triennio 2022/2024 sono state 137 le domande non accolte per mancanza di risorse: 49 domande del 2022, 46 domande del 2023 e 42 domande del 2024. Di queste 137 donne, nel 2025 continuavano ad avere i requisiti solo 89 donne. Nel 2025 sono state presentate complessivamente 197 domande, di cui solo 84 accolte perché terminate le risorse. “Sono anni che sollecitiamo la necessità di incrementare il fondo nazionale con risorse regionali – sottolineano Fontana e Bontempo –. Tale azione non è più rinviabile, visto che le Marche sono una delle regioni in cui il fenomeno della violenza assume dimensioni significative e le donne non devono essere lasciate sole. È necessario un approccio integrato, a partire dall’educazione alla affettività, al rispetto e alle differenze in tutti i cicli di istruzione; finanziamenti adeguati per consultori, centri antiviolenza e più posti nelle case rifugio”.
























