La Corte di giustizia europea con una sentenza ha bocciato il sistema italiano di assunzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) delle scuole statali perché viola il diritto dell'Unione europea.

Per l'esecutivo europeo tale sistema "è incompatibile con la normativa dell'Unione in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro ricorso e favorisce le procedure di assunzione a tempo indeterminato".

Il nostro Paese è da mesi sotto procedura di infrazione su questo tema. Per la Flc Cgil, che è tra i promotori dei ricorsi alla Corte di giustizia europea contro l’abuso dei contratti a tempo determinato per il personale Ata, “la crescita del precariato in questo settore è causata da una ingiusta normativa, dal momento che limita le assunzioni in ruolo al solo turnover”.

Per il sindacato il governo “dovrebbe approvare immediatamente un piano straordinario di assunzione per coprire tutti i posti vacanti – oltre 30.000 – e dare cosi modo di esaurire tutte le graduatorie esistenti e creare finalmente una prospettiva di stabilità a chi da anni attende di essere assunto”. Inoltre, la Flc “esige il superamento delle norme che impediscono le assunzioni dei supplenti fin dal primo giorno di assenza dei titolari”.

In Italia, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche statali (personale Ata) viene assunto con contratti a tempo determinato, per coprire temporaneamente posti vacanti.

L'assunzione a tempo indeterminato avviene esclusivamente mediante concorsi, la cui organizzazione non segue un calendario preciso e che sono riservati ai dipendenti appartenenti alla categoria che dimostrino di aver maturato almeno due anni di esperienza con questo tipo di contratto, a tempo determinato. 

La Commissione Europea ritiene che questo sistema sia incompatibile con il diritto dell'Ue in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro utilizzo e privilegia le procedure di assunzione permanente. Per questo motivo, la Commissione ha presentato alla Corte di giustizia un ricorso per inadempimento contro l'Italia. La Corte ha accolto il ricorso della Commissione. I giudici osservano anzitutto che la legge italiana non fissa "alcun limite" alla durata massima, né al numero massimo dei contratti temporanei del personale Ata. In secondo luogo, per quanto riguarda i concorsi organizzati per l'assunzione a tempo indeterminato del personale Ata, la Corte osserva, in particolare, che il requisito secondo cui la partecipazione ai concorsi presuppone il compimento di almeno due anni di servizio con contratto a tempo determinato favorisce il ricorso a questo tipo di contratti per un periodo minimo di due anni, anche se rispondono, in realtà, a esigenze di personale "permanenti e durevoli".

Peraltro, per la Corte, l'Italia "non può" far valere un'esigenza di flessibilità, poiché la normativa italiana non cita circostanze "precise e concrete" che giustifichino l'utilizzo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato per il personale Ata e che garantiscano che questi contratti rispondano effettivamente a esigenze di flessibilità.

Infine, nemmeno l'organizzazione, nel recente passato, di concorsi che possono portare all'assunzione a tempo indeterminato del personale Ata risolve il problema, data la sua natura "sporadica e imprevedibile", a prevenire gli "abusi" derivanti dal ricorso a una successione di contratti a tempo determinato.