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Si è chiuso con uno scontro molto duro l’incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy sulla vertenza Sangraf. Da una parte la proprietà, che ha parlato ancora una volta di una possibile ripartenza produttiva dello stabilimento di Narni. Dall’altra i sindacati e le istituzioni locali, che hanno descritto una realtà completamente diversa, fatta di impianti fermi, reparti in declino e nessuna certezza sul futuro industriale del sito.
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno definito la relazione presentata dall’azienda “insufficiente” e “totalmente scollegata dalla realtà operativa”. Nel mirino finiscono soprattutto i continui rinvii annunciati dalla dirigenza. Anche questa volta la ripartenza della produzione è stata subordinata a una lunga serie di condizioni e variabili che, secondo le organizzazioni sindacali, non offrono alcuna garanzia concreta ai lavoratori.
“La credibilità dell’azienda è pari a zero”
Il punto più duro dello scontro riguarda il rapporto tra le rassicurazioni ufficiali e la situazione vissuta quotidianamente nello stabilimento. I sindacati denunciano un progressivo declino strutturale del sito produttivo e sostengono che non esistano impegni formali in grado di dimostrare la reale volontà del gruppo di investire sulla ripresa.
“La credibilità della dirigenza è oggi pari a zero”, attaccano le sigle sindacali, ricordando che Sangraf rappresenta un presidio strategico sia a livello nazionale sia europeo per il comparto legato alle acciaierie. Un ruolo che rischia di essere compromesso definitivamente mentre il mercato di riferimento continua invece a lavorare a pieno ritmo.
Anche le istituzioni regionali e locali presenti all’incontro hanno espresso forte preoccupazione, intervenendo con toni duri sulla gravità della situazione industriale e occupazionale.
L’ultimatum del Mimit alla proprietà
Il ministero ha preso apertamente atto della distanza tra la versione fornita dall’azienda e quanto denunciato da sindacati e territori. Durante il tavolo, il Mimit ha sottolineato come il comparto siderurgico italiano, nonostante il fermo produttivo della Sangraf, continui a essere attivo e operativo, mettendo in discussione le motivazioni dei continui stop.
Per questo il ministero ha chiesto alla proprietà un confronto “più corretto e trasparente”, fissando un aggiornamento decisivo entro giugno. Nel frattempo saranno avviati ulteriori incontri con l’azienda, ma con una richiesta precisa: la presenza della casa madre per chiarire le reali intenzioni industriali sul sito narnese.
Il funzionario del Mimit ha assicurato che la vertenza resterà sotto stretta attenzione ministeriale vista la precarietà della situazione. E il messaggio rivolto all’azienda è stato diretto: “Non saranno più tollerati altri passi falsi”.






















