Il distretto dell’occhialeria bellunese resta uno dei pilastri della manifattura italiana, ma attraversa una fase di forte tensione. Il rallentamento degli ordini, il peso dei dazi statunitensi e la trasformazione tecnologica del prodotto stanno mettendo sotto pressione soprattutto le aziende della filiera e il mondo del contoterzismo.

A rilanciare l’allarme sono i sindacati territoriali – Filctem Cgil Belluno, Femca Cisl Belluno Treviso e Uiltec Uil Belluno – che chiedono una strategia industriale capace di difendere l’occupazione e il tessuto produttivo locale.

Il cuore del distretto

Secondo le analisi socioeconomiche presentate all’inizio del 2026 (Centro studi Sintesi-Cgia), l’occhialeria in provincia di Belluno conta 12.758 addetti diretti. Un dato che da solo rappresenta il 45% dell’intera occupazione manifatturiera provinciale, confermando il peso decisivo del settore nell’economia del territorio.

A livello nazionale, il nuovo Ccnl firmato nel gennaio 2026 riguarda tra i 18.500 e i 20 mila lavoratori. Significa che il Bellunese ospita oltre il 65% degli addetti del comparto, segno della centralità assoluta di questo distretto. Negli ultimi anni però la struttura produttiva è cambiata. Il numero delle aziende è sceso del 17,8% rispetto al 2019, mentre l’occupazione resta elevata perché concentrata nei grandi gruppi del settore – Luxottica, De Rigo, Marcolin e Thelios.

Un 2025 difficile

Nonostante questi numeri apparentemente solidi, il settore ha iniziato a mostrare segnali di difficoltà. Tra il 2025 e i primi mesi del 2026 si registra una perdita di 1.400 posti di lavoro, mentre gli avviamenti alla professione sono calati del 23%, un indicatore diretto della contrazione degli ordini. Il rallentamento riguarda soprattutto i mercati internazionali. Nel 2025 l’export del comparto ha registrato un calo del 3,9%, influenzato in modo particolare dalle politiche commerciali statunitensi.

I dazi introdotti dal presidente Trump hanno infatti provocato una contrazione dell’export verso quel mercato del 34,5%. L’Europa ha in parte compensato questa flessione, con una crescita trainata da Germania, Spagna e dai mercati emergenti dell’Est Europa come Polonia e Ungheria.

THELIOS INDUSTRIA OCCHIALERIA LVMH PRODUZIONE PROGETTAZIONE OCCHIALE OCCHIALI DA SOLE DI LUSSO ARTIGIANO ARTIGIANI ARTIGIANATO
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La produzione degli occhiali è un'eccellenza italliana (Imagoeconomica)

I terzisti sotto pressione

Le difficoltà si riflettono soprattutto sulle aziende che lavorano conto terzi. Nel distretto di Belluno le richieste di cassa integrazione hanno superato le 2,28 milioni di ore, coinvolgendo circa 1.300 lavoratori, con una sofferenza più evidente nelle imprese sotto i 30 dipendenti. Si tratta di realtà che spesso non hanno la forza finanziaria per resistere a lunghi periodi di calo degli ordinativi.

“Il rischio – spiega Giampiero Marra, segretario generale della Filctem Cgil Belluno – è che le piccole aziende della filiera vengano schiacciate tra le richieste dei grandi committenti e la riduzione dei volumi di lavoro”. Secondo Marra diventa quindi indispensabile rafforzare una responsabilità sociale di filiera, evitando che la pressione sui prezzi e sui tempi produttivi si scarichi su salari, sicurezza e condizioni di lavoro.

L’occhiale cambia natura

Un altro elemento che sta trasformando il settore è l’evoluzione tecnologica del prodotto. Gli occhiali intelligenti non sono più una nicchia: l’integrazione di assistenti basati su intelligenza artificiale, fotocamere evolute e sistemi di miglioramento dell’udito sta trasformando l’occhiale in un dispositivo tecnologico sempre più vicino allo smartphone.

Nei punti vendita, inoltre, l’utilizzo di scanner facciali e realtà aumentata consente di configurare montature su misura con una precisione millimetrica. Questa evoluzione richiede nuove competenze e rischia di allontanare il settore dalla sua base storicamente artigianale. “Il prodotto occhiale sta cambiando natura – osserva Marra – e questo implica una trasformazione profonda delle professionalità”.

Tra artigianalità e industria

La sfida riguarda anche l’organizzazione del lavoro. La produzione di un occhiale richiede ancora oltre 60 passaggi, una complessità che rende difficile conciliare la tradizione artigianale con modelli industriali sempre più orientati all’efficienza. Secondo Marra, le aziende del lusso puntano a ridurre gli sprechi e ad aumentare la produttività. Tuttavia questo processo non deve tradursi in una pressione insostenibile sui lavoratori.

“Se si introducono sistemi di misurazione della produttività basati su algoritmi – sottolinea – è necessario verificare attentamente che i cicli produttivi restino compatibili con il benessere psicofisico delle lavoratrici e dei lavoratori”. Per il sindacato la risposta deve passare dalla formazione certificata, da tempi di lavorazione sostenibili e da un confronto preventivo sull’organizzazione del lavoro.

Il rischio perdita di competenze

La preoccupazione per il 2026 non è solo economica ma anche strutturale. Molti operai specializzati, messi in cassa integrazione o incerti sul futuro del settore, stanno cercando occupazione nel comparto dei servizi. Una dinamica che rischia di svuotare di competenze le piccole e medie imprese della filiera.

Per questo il sindacato insiste sulla necessità di politiche industriali capaci di incidere sulle scelte strategiche del settore. “Servono tavoli negoziali e politiche industriali – afferma Marra – che permettano di intervenire sulle trasformazioni prima che vengano semplicemente calate dall’alto”.

Territorio e servizi

Il futuro del distretto, secondo le organizzazioni sindacali, è legato anche alla qualità dei servizi sul territorio. Trasporti efficienti, servizi adeguati, politiche abitative e un’organizzazione dei turni che rispetti la vita privata dei lavoratori diventano fattori decisivi per mantenere attrattivo il comparto, soprattutto per le nuove generazioni.

“Il lavoro deve tornare a produrre senso di comunità – conclude Marra – perché il futuro dell’occhialeria non può basarsi solo sulla tecnologia o sul prestigio dei marchi. Deve ripartire dalla centralità di chi ogni giorno costruisce quel valore con le proprie mani e con la propria intelligenza”.

MARCOLIN INDUSTRIA OCCHIALERIA AZIENDA PROGETTAZIONE PRODUZIONE MONTATURA MONTATURE OCCHIALE OCCHIALI FABBRICA
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Produzione di montature (Imagoeconomica)

Il confronto con imprese e istituzioni

Anche le altre organizzazioni sindacali sottolineano la necessità di affrontare la trasformazione del settore con strumenti adeguati.

Per Milena Cesca della Femca Cisl Belluno Treviso l’osservatorio nazionale dell’occhialeria, rilanciato con il rinnovo del contratto nazionale, può diventare uno spazio di analisi e programmazione per il futuro della filiera.

Marco Frezzato della Uiltec Uil Belluno richiama invece il ruolo della formazione e della ricerca, con il coinvolgimento degli istituti tecnici e delle università per sviluppare nuove competenze, anche nella progettazione della componentistica per gli smart glasses.

Il confronto è aperto anche con il sistema delle imprese. Confindustria Belluno Dolomiti ha indicato la necessità di rafforzare l’innovazione e la collaborazione tra industria, ricerca e sistema formativo per affrontare la transizione tecnologica.

Il distretto dell’occhialeria resta uno dei simboli della manifattura italiana. Ma la partita che si gioca nei prossimi anni riguarda non solo la competitività del prodotto, ma anche la capacità di difendere il lavoro e l’equilibrio di una filiera che tiene insieme grandi gruppi e centinaia di piccole aziende.