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Infortuni mortali sul lavoro nelle Marche in vertiginosa crescita: + 40,9% nell’anno 2025 rispetto al 2024 passando da 22 a 31 di cui 27 in occasione di lavoro e 4 in itinere (lungo il tragitto). Tra i settori, l’industria è la più colpita. La provincia in cima alla classifica è Macerata con 11 infortuni mortali (sette in più rispetto al 2024, +175%). I più colpiti sono gli uomini (90,3% del totale) e la classe di età 50 anni e più (71% del totale). In aumento, + 3,4%, anche le malattie professionali, specialmente quelle del sistema osteo-muscolare e nervoso; l’industria registra +3,6% e Macerata è la provincia che detiene il maggior numero di denunce. In crescita, più in generale, gli infortuni sul lavoro nel 2025 rispetto al 2024, l’incremento è dell’1,3%: costruzioni e meccanica i comparti più interessati. Il quadro emerge dai dati Inail, elaborati dalla Cgil Marche.
“La situazione è sempre più preoccupante – dichiara Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil Marche –. Si continua a non volere vedere che nella regione, anche se aumentano gli occupati, il lavoro continua a essere insicuro, tanto che le persone muoiono, s’infortunano e si ammalano. Chiediamo che la Regione convochi subito un tavolo di lavoro permanente”. Questi numeri, dietro i quali si celano le vite di uomini e donne, conclude Longhin, “ci dicono che il tema della sicurezza sul lavoro non suscita sufficiente indignazione, anche da parte della politica. Per la Cgil, tutto questo è inaccettabile, urge agire subito tramite interventi strutturali, a partire da più controlli e ispezioni. Con queste cifre, servono risposte all’altezza”.


























