“La sicurezza del personale ferroviario e delle stazioni non è più rinviabile”. Ad affermarlo unitariamente sono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie alla vigilia dell’audizione informale sul tema da parte delle commissioni congiunte Affari costituzionali e Trasporti della Camera.  

I sindacati hanno elaborato un Manifesto per la sicurezza in ferrovia, sottolineando che “macchinisti, capitreno, personale di stazione, operatori della sicurezza e addetti all’assistenza sono sempre più esposti a minacce e aggressioni, anche a causa della carenza di presìdi, del ridimensionamento degli investimenti e di un quadro normativo inadeguato”.

“Negli ultimi anni – riferiscono le organizzazioni sindacali dei trasporti – si registra un aumento costante di aggressioni, violenze verbali e fisiche e situazioni di degrado che mettono a rischio lavoratori e passeggeri e compromettono la qualità del servizio ferroviario’’.

“E’ necessario un cambio di passo - chiedono Filt, Fit, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast e Orsa - attraverso il rafforzamento dei presìdi anche mobili da parte di forze dell’ordine e Fs Security, l’implementazione dei tornelli, ove possibile, della videosorveglianza e dei dispositivi di allarme per il personale, oltre al diritto dei lavoratori a ricevere la necessaria assistenza legale anche per l’autotutela attiva, non solo difensiva e a sospendere l’attività in presenza di grave pericolo per l’incolumità fisica senza che vi siano conseguenze disciplinari”.

I sindacati aggiungono poi che sul piano normativo vanno introdotte aggravanti specifiche e procedure sanzionatorie rapide per le aggressioni al personale ferroviario sul modello delle tutele previste per il personale sanitario. Inoltre viene chiesto alle istituzioni di adottare un pacchetto normativo dedicato con lo stanziamento di risorse strutturali e la riattivazione del Protocollo sulla sicurezza dell’8 aprile 2022.

"Infine le aziende ferroviarie devono immediatamente attuare i piani di sicurezza e avviare la ripresa del confronto sistematico con le organizzazioni sindacali – concludono –. La sicurezza non è una variabile negoziabile né un costo comprimibile ma un diritto dei lavoratori e dei cittadini”.