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Il subentro di Q8 in partnership con Eni nel progetto della nascente bioraffineria di Priolo è un segnale positivo perché garantisce la mission industriale dell’impianto. Ma l’operazione, avvertono i sindacati, non può tradursi in un vantaggio esclusivo per gli azionisti Eni né diventare il preludio a un disimpegno dalla Sicilia. È il senso della presa di posizione di Gabriella Messina, segretaria confederale della Cgil Sicilia, e Pino Foti, segretario generale della Filctem Cgil regionale.
“I risparmi vanno reinvestiti sul territorio”
Secondo Cgil e Filctem, Eni deve rispettare l’impegno assunto con il governo regionale e con i cittadini siciliani: reinvestire sul territorio i risparmi derivanti dalla chiusura del cracking di Versalis, che includono anche quelli legati all’accordo con Q8. Una cifra che, ricordano i sindacati, ammonta a circa 500 milioni di euro e che non può essere sottratta allo sviluppo industriale dell’isola.
Il ruolo del governo regionale
“Eni deve confermare l’investimento previsto in Sicilia e non limitarsi a un’operazione a proprio vantaggio”, sottolineano Messina e Foti, chiamando in causa anche la Regione. Il governo regionale, aggiungono, deve intervenire per pretendere il rispetto degli impegni presi, evitando che l’accordo si traduca in un ulteriore impoverimento del tessuto produttivo siciliano.
Versalis e le responsabilità di Eni
I due dirigenti sindacali ricordano inoltre le responsabilità di Eni nella crisi di Versalis, una ferita ancora aperta per l’industria siciliana. Proprio per questo, spiegano, oggi è necessario guardare avanti con chiarezza e trasparenza. Eni deve dire come intende spendere in Sicilia i 500 milioni che risparmierà grazie alla partnership con Q8.
L’appello a Schifani e Urso
Essendo Eni una società di proprietà pubblica, concludono Messina e Foti, il presidente della Regione Renato Schifani e il ministro Adolfo Urso non possono restare a guardare. Questa volta devono intervenire, pretendendo che la parola data venga mantenuta e che alla Sicilia venga restituito ciò che le è stato tolto.
In cosa consiste l’accordo tra Eni e Q8
La partnership tra Eni e Q8 prevede l’ingresso del gruppo kuwaitiano nel progetto della bioraffineria di Priolo, con una partecipazione industriale e finanziaria finalizzata a garantire la continuità produttiva del sito dopo l’uscita dal ciclo tradizionale della raffinazione.
L’intesa consente a Eni di condividere investimenti e rischi, alleggerendo l’impegno economico diretto e generando risparmi rilevanti rispetto al piano originario. Proprio su questi risparmi, stimati complessivamente in circa 500 milioni di euro anche grazie alla chiusura del cracking Versalis, si concentra la richiesta dei sindacati di un reinvestimento integrale in Sicilia.





















