La Regione Lazio, ancora una volta, “si conferma maglia nera degli infortuni sul lavoro. Come più volte abbiamo denunciato nel corso dell’anno restano invariati tutti i trend negativi. Da gennaio a dicembre 2025, sulla base dell’ultimo aggiornamento da parte dell’Inail, nel Lazio le denunce di infortunio sono state 44.385, con un incremento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel frattempo, anche il 2026 è iniziato nel peggiore dei modi con tre persone morte sul lavoro”. A lanciare l’allarme è la Cgil capitolina che sottolinea come “le denunce d’infortunio aumentano in tutte le province del Lazio, in modo particolare nell’area metropolitana di Roma, dove si concentra la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della regione”.

Infortuni in crescita in tutte le province, +8,3% a Roma. Settori e fasce d’età più colpiti: boom tra gli over 75, +88% 

Nel dettaglio dei dati, a Roma le denunce sono state 35.314 (+8,3%), a Frosinone 2.486 (+6,3%), a Viterbo 1.956 (+3,0%), a Latina 3.519 (+1,3%) e a Rieti 1.110 (+0,5%). I settori in cui si registrano più denunce d’infortunio sono i trasporti, la sanità, il commercio, la vigilanza, le attività di ristorazione e ricezione e le costruzioni. A preoccupare particolarmente è che l’incremento degli infortuni è trainato soprattutto dalle fasce di età più avanzate. Tra i 65 e i 69 anni l’aumento è del 19% , tra i 70 e i 74 del 29% e tra gli over 75 l’incremento è dell’88%. “Questi – commenta la Cgil – sono casi in cui le persone coinvolte negli incidenti hanno un’età in cui dovrebbero essere già in pensione eppure, sia per l’inasprimento dei requisiti di accesso da parte del governo che per ragioni economiche sono costrette a continuare a lavorare”.

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89 i morti sul lavoro nel Lazio nel 2025

Per quanto riguarda gli incidenti mortali, da gennaio a dicembre 2025 risultano 89 casi: a eccezione della provincia di Roma, in tutte le province del Lazio non si registra nessuna inversione di tendenza. Costruzioni, trasporti e commercio i settori più colpiti. Tra gli over 65 le vittime erano state complessivamente tre nel 2024, sono diventate dieci nel 2025. “Durante lo scorso anno – precisa il sindacato – un infortunio mortale su cinque è avvenuto nel mese di luglio. Mese in cui il caldo estremo, come ricordano numerose notizie, è stato associato a malori letali che hanno colpito alcuni lavoratori”.

Sabato 7 febbraio manifestazione a Colleferro per la salute e la sicurezza sul lavoro

“Dietro ognuno di questi numeri – ricorda la Cgil di Roma e del Lazio nella nota – c’è una persona per cui il lavoro è stato causa di dolore e sofferenza e non lo strumento con cui realizzarsi e determinare il proprio futuro perché c’è un modello di fare impresa in cui l’umanità non solo non è al centro ma dove la perdita di una vita umana viene ritenuta accettabile per aumentare i margini di profitto. Questo è il modello da scardinare, contro cui dobbiamo continuare a mobilitarci e contro cui le istituzioni devono fare la loro parte, a iniziare dalla filiera degli appalti, dove si verificano la maggioranza degli infortuni”. Per queste ragioni, sabato 7 febbraio, il sindacato scenderà in piazza a Colleferro alla manifestazione indetta dalle amministrazioni comunali di Artena e Colleferro per ricordare i morti sul lavoro e per la salute e la sicurezza sui luoghi sul lavoro.

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