First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Uil esprimono “forte preoccupazione per il progetto di trasferimento delle attività di property management di Generali Real Estate in una nuova joint venture con Cbre, che deterrebbe il 60 per cento della società, lasciando a Generali il restante 40”. L’operazione, riportano i sindacati in una nota, “coinvolgerebbe circa 80 persone, tra dipendenti diretti e lavoratori distaccati, senza garanzie sufficienti su occupazione, sedi, contratto, welfare e percorsi professionali”.

Le organizzazioni sindacali chiedono al gruppo Generali di “chiarire il valore industriale dell’operazione, i benefici attesi, le alternative valutate e soprattutto il futuro di Generali Real Estate dopo il trasferimento di un’attività operativa e di una fonte di ricavi ricorrenti. Preoccupano inoltre le possibili evoluzioni societarie previste dopo sette anni”.

First Cisl, Fisac Cgil e Uilca, inoltre, chiedono di “non assumere decisioni irreversibili prima di un confronto trasparente con le rappresentanze dei lavoratori e di definire garanzie vincolanti e durature. Resta senza risposta anche la lettera aperta inviata il 1° ottobre dai lavoratori di Gre al top management del pruppo. Generali deve chiarire non soltanto quale futuro attenda le persone che potrebbero essere trasferite, ma anche quale futuro industriale attenda la Generali Real Estate che resterà dopo l’operazione”.