“Napoli quanto ci costi”, è questo lo slogan che ha accompagnato questa mattina, 13 ottobre, il presidio dell’Udu Napoli. L’Unione degli Universitari ha letteralmente “messo le tende” davanti alla sede di Corso Umberto I dell’Università degli Studi “Federico II” per protestare contro gli affitti sempre più alti in città per studenti e studentesse, per la scuola pubblica e contro il carovita. “Oggi – ha detto il coordinatore Udu Napoli, Davide Totaro – siamo qui, in una delle città che subisce di più l’effetto del caro affitti e del carovita, basti pensare a tutti gli studentati di lusso, a come i fondi pubblici del Pnrr sono investiti in alloggi che, dopo pochi anni, possono diventare hotel di lusso. Noi non ci stiamo più: abbiamo bisogno che si investa nel Fondo di Finanziamento Ordinario e non solo, perché non abbiamo più spazi dove seguire le lezioni e perché abbiamo bisogno di un innalzamento della no tax area e di altre tutele”.

Totaro, Udu Napoli: “Il nostro modello ideale è quello di un’università gratuita, accessibile e inclusiva”

L’Udu Napoli nelle scorse settimane ha avuto “un’interlocuzione con il nuovo governo regionale e con il presidente Roberto Fico, per quanto riguarda le borse di studio, che sì – spiega Totaro – vengono coperte, ma con eccessivi ritardi. Per quanto riguarda, invece, i servizi convenzionati per la mensa relativi all’Adisurc (l’Azienda per il Diritto allo Studio) in tutto il centro storico noi non abbiamo una mensa e abbiamo un solo ente convenzionato per circa 30 mila studenti. Il nostro modello ideale – sostiene Totaro – è sicuramente quello di un’università gratuita, accessibile e inclusiva”.

Laudiero, Cgil Napoli e Campania: “Regione e governo diano risposte chiare agli studenti che protestano”

Al fianco dell’Udu è scesa anche la Cgil Napoli e Campania, presenti al presidio con il segretario organizzativo Giuseppe Metitiero, la segretaria confederale Elisa Laudiero e il segretario generale Fillea Cgil Napoli, Peppe Mele. “Siamo qui – ha detto Elisa Laudiero – per sostenere la battaglia delle studentesse e degli studenti perché riteniamo che, a partire dal diritto alla casa, che è parte integrante del diritto allo studio, sia importante dare delle risposte alle nuove generazioni. Riteniamo che questo governo debba prendere atto del fatto che non tutti sono disposti a scappare da questo Paese, ma vogliono costruire un futuro qui. E questi ragazzi, queste ragazze, vanno sostenuti e va investito sulle intelligenze di questo Paese, proprio a partire dalle scuole e dalle università. Il diritto all’istruzione pubblica, laica e gratuita è un diritto che non può essere negato perché è sancito dalla Carta costituzionale. E quindi, come Cgil Napoli e Campania, siamo qui al fianco delle studentesse e degli studenti proprio per rivendicare questo. Soprattutto in una città come Napoli, che – ha ricordato la segretaria Cgil – ormai offre pochissimo in termini di posti a disposizione, con costi sempre più elevati a causa della turistificazione di massa di questa città. E quindi pretendiamo che tutte le istituzioni, dal governo locale a quello nazionale, prendano delle decisioni e diano delle risposte chiare in merito a questa vera e propria emergenza”.

“La Via Maestra del 17 ottobre a Roma punto di partenza per unire le mobilitazioni”

Scuola pubblica e diritto all’abitare sono anche al centro della piattaforma di rivendicazioni che la Cgil porterà in piazza sabato 17 ottobre a Roma per la manifestazione nazionale “La Via Maestra”. “Una mobilitazione – ha spiegato Laudiero – che parte dalle piazze. Insieme alla rete de ‘La Via Maestra’, di cui fa parte anche l’Udu con la Rete degli Studenti Medi e altre organizzazioni studentesche, riteniamo che il 17 ottobre sia un punto di partenza per unire le mobilitazioni, per unire le rivendicazioni a questo governo e per far sentire la nostra voce, così come sta succedendo in Francia e Spagna”.

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