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In Italia vive in affitto più di un milione di famiglie povere, che rappresentano la metà di quelle in condizioni di povertà assoluta. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, infatti, i provvedimenti di sfratto sono emessi prevalentemente per morosità, ma in molte grandi città aumentano quelli per finita locazione che consentono di riottenere immobili destinati ad affitti brevi.
Dall’altro lato ci sono i numeri degli alloggi vuoti e sono enormi: l’Istat ne stima 9,6 milioni, il 27,2 per cento del totale. Un mercato, quindi, se non saturo comunque bloccato.
Questi i contorni di un’emergenza casa che è in forte crescita nel nostro Paese e che rappresenta una condizione sempre più diffusa. Per assicurare a tutti l’accesso alla casa, le oltre 100 associazioni della Via Maestra, di cui fa parte la Cgil, scendono in piazza sabato 17 ottobre per difendere i principi della Costituzione e chiedere con urgenza nuove politiche per la casa.
Crisi abitativa
“La crisi abitativa nel nostro Paese è una vera e propria crisi sociale ed economica. Il costo di un alloggio è ormai insostenibile rispetto ai salari reali e colpisce duramente chi lavora, i pensionati, i giovani, gli studenti – dichiara Stefania Filetti, segretaria confederale Cgil nazionale -. Il mercato delle locazioni è subordinato a logiche speculative e a una rendita immobiliare fuori controllo, con canoni alle stelle e una pericolosa contrazione dell'offerta a lungo termine a favore degli affitti brevi e turistici. Di fronte a un governo che risponde con piani tardivi, privi di risorse adeguate e fondati sulle logiche del mercato privato, ribadiamo la necessità di un cambio di paradigma radicale: la casa deve essere riconosciuta come diritto fondamentale ed essere parte dei livelli essenziali delle prestazioni sociali".
Diritto fondamentale
La casa insomma deve essere considerata un diritto essenziale, come la salute, l’istruzione, il lavoro. I due finanziamenti che servivano per affrontare il disagio delle famiglie più in difficoltà e che vivono in affitto sono azzerati da anni: il fondo per il sostegno all’affitto e quello per la morosità incolpevole, strumenti fondamentali per sostenere i redditi e prevenire gli sfratti, dovrebbero essere alimentati complessivamente con almeno 900 milioni di euro all’anno.
Edilizia residenziale pubblica
L’offerta di edilizia residenziale pubblica e sociale è al palo, mentre occorrerebbe un programma pluriennale che superi la poca organicità del piano casa varato dal governo Meloni, con finanziamenti adeguati per accrescere il patrimonio abitativo di 600 mila unità, delle quali almeno 350 mila destinate al comparto Erp per rispondere al bisogno delle famiglie in graduatoria da tanti anni.
Centralità del pubblico
“Come rivendicato nella piattaforma della Cgil presentata a luglio 2026 – spiega Laura Mariani, responsabile politiche abitative e sviluppo urbano della Cgil - per dare risposte concrete occorre attuare una strategia multilivello, con la centralità del ruolo pubblico, che prevede un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica e sociale volto a incrementare il patrimonio, fermare le privatizzazioni e le svendite, e recuperare le migliaia di alloggi attualmente sfitti".
A questo si deve affiancare la riqualificazione del patrimonio pubblico esistente, a partire da quello non utilizzato, affrontando la questione dell’efficientamento energetico, in processi rigenerativi in ambito urbano. E poi una legge quadro nazionale che definisca i caratteri dell'edilizia sociale, una normativa sugli affitti brevi che dia ai Comuni poteri reali per contingentare il fenomeno, fermare l'overtourism e tutelare la residenzialità, misure fiscali incisive che penalizzino gli immobili cronicamente sfitti per finalità speculative e incentivino il canale concordato.
Interventi strutturali
Per il sindacato degli inquilini Sunia servono interventi strutturali e coraggiosi e uno dei nodi è proprio quello della fiscalità. “Occorre affrontare senza timori la riforma del catasto e costruire un sistema fiscale capace di distinguere il valore reale degli immobili e soprattutto il loro utilizzo, premiando chi rimette sul mercato della locazione stabile gli alloggi – dichiara Stefano Chiappelli, segretario generale del Sunia che il 17 ottobre sarà in piazza a Roma per la manifestazione della Via Maestra -. Chiediamo anche di ricostruire una distinzione netta tra locazione libera e locazione agevolata, restituendo pienamente al canone concordato la funzione sociale per cui è stato introdotto”.
“Oltre a rifinanziare i fondi affitto e per la morosità incolpevole – conclude Filetti -, bisogna al più presto affrontare l'emergenza sfratti col principio inderogabile del passaggio da casa a casa per i nuclei vulnerabili. Non sono la speculazione e il mercato incontrollato a generare benessere, ma la capacità di garantire diritti e giustizia sociale".























