Si è appena conclusa la grande mobilitazione che dal 13 al 27 luglio ha visto incrociare le braccia ai lavoratori dei call center occupati nei settori del customer relationship management e del business process outsourcing. Ma le organizzazioni sindacali non si lasciano scoraggiare dalle temperature roventi di luglio e hanno convocato per giovedì 30 una conferenza stampa.

L’appuntamento è previsto alle ore 16 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati e sarà l’occasione per presentare le proposte dei sindacati sulla gestione della crisi ormai irreversibile del settore. “L’Intelligenza artificiale non sostituisca il lavoro umano – si legge nel comunicato stampa - la transizione tecnologica va governata”.

La conferenza stampa arriva dopo due settimane intense di sciopero e presidi, indetti per porre al centro del dibattito un tema cruciale e non più rinviabile: il futuro del lavoro di fronte all'avanzata incontrollata di automazione e Ia.

“La transizione tecnologica non può trasformarsi in un massacro sociale con migliaia di esuberi – avvertono le organizzazioni sindacali - ma è quello che accadrà se questo processo non verrà accompagnato dalle necessarie politiche e dalla giusta attenzione”. Dopo quindici giorni di stop a scacchiera nei call center del settore Crm/Bpo, i sindacati si dicono pronti a nuove iniziative di mobilitazione, in assenza di garanzie concrete da discutere a un tavolo con il Mimit, la cui convocazione continua a non pervenire.

Nel corso della conferenza stampa, a cui parteciperanno rappresentanti delle forze parlamentari, verranno illustrate le priorità e le urgenze di un settore da cui dipendono decine di migliaia di famiglie: governo dell’Intelligenza artificiale e dell’automazione; riqualificazione professionale per le lavoratrici e i lavoratori; introduzione di strumenti a tutela dell’occupazione; eliminazione degli appalti al massimo ribasso e delocalizzazioni.

“Assistiamo quotidianamente al tentativo di sostituire la professionalità, l'empatia e la competenza degli operatori con algoritmi spesso inefficienti, al solo scopo di fare cassa e azzerare il costo del lavoro" denunciano le organizzazioni sindacali.

Al centro della discussione c’è una modalità operativa che non è prerogativa esclusiva delle multinazionali che operano in Italia o delle grandi aziende nostrane, ma interessa anche le committenze pubbliche e le aziende a partecipazione statale. “La terziarizzazione dei servizi di customer care è una pratica che ha interessato tutte le committenze pubbliche e private che generano esuberi alla ricerca del risparmio- concludono Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc - attreverso l’introduzione di strumenti di automazione e la delocalizzazione delle attività all’estero, in paesi dove il costo del lavoro è inferiore”.

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