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I sindacati del settore della Riscossione esprimono forte preoccupazione per le disposizioni contenute nel "Decreto correttivo omnibus" che dal 1° gennaio 2027 prevedono l'eliminazione dei pagamenti e dei rimborsi in contanti e tramite assegno presso gli sportelli dell'Agenzia delle entrate-riscossione. È quanto si legge in una nota unitaria di Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Uilca e Unisin.
Per le organizzazioni sindacali, “la misura rischia di limitare gli strumenti operativi dell'ente, rendendo più complessa la gestione delle posizioni debitorie che richiedono interventi immediati e un confronto diretto con gli operatori, con possibili ricadute sull'efficacia dell'attività di riscossione e sulla qualità del servizio reso a cittadini e imprese”.
La gestione di pagamenti e rimborsi allo sportello, sottolineano unitariamente le sigle, “rappresenta un presidio fondamentale, soprattutto per le pratiche più complesse e per le fasce di utenza che necessitano di un'assistenza diretta”. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin chiedono quindi che la norma sia attentamente riesaminata nel corso dell'iter parlamentare, valutandone gli effetti sull'operatività dell'Agenzia delle entrate-riscossione e sulla capacità di garantire un servizio efficiente, inclusivo e vicino ai cittadini.






















