Dopo le criticità emerse nelle scorse settimane per il Gruppo Aeffe, il gruppo Gilmar, altra azienda simbolo del distretto riminese, si prepara a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Nel corso del tavolo di salvaguardia occupazionale convocato dalla Regione Emilia-Romagna è emersa l’ipotesi di attivare la cassa integrazione ordinaria per i 240 dipendenti dello stabilimento di San Giovanni in Marignano.

L’azienda, controllata dalla famiglia Gerani e proprietaria di marchi come Iceberg, punta inizialmente a sette settimane di Cig ordinaria. Se la situazione di mercato non dovesse migliorare, il percorso potrebbe proseguire con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria.

Istituzioni, azienda e sindacati cercano una soluzione

Al confronto hanno preso parte i rappresentanti dell’azienda, le organizzazioni sindacali, l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, Confindustria e le sindache di San Giovanni in Marignano e Cattolica, Michela Bertuccioli e Franca Foronchi.

“La Regione è pronta a sostenere Gilmar con tutti gli strumenti pubblici disponibili per superare questa fase di difficoltà, salvaguardando occupazione e continuità produttiva di una storica realtà del made in Italy”, ha dichiarato Paglia, confermando l’impegno dell’amministrazione regionale nel seguire l’evoluzione della vertenza.

Filctem Cgil: “Lo scenario del settore è allarmante”

La preoccupazione maggiore riguarda però il quadro complessivo del comparto. Secondo Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil, la crisi della moda non rappresenta più un episodio isolato.

“Il settore moda si trova in forte difficoltà e lo scenario nel distretto riminese è allarmante”, spiega Baiesi. “Abbiamo deciso di coinvolgere subito la Regione per anticipare i problemi e costruire strumenti di tutela prima che la situazione peggiorasse.”

Il sindacato considera positivo il clima di confronto con l’azienda e ritiene necessario affiancare agli ammortizzatori sociali un vero progetto di rilancio. Tra le ipotesi c’è anche la ricerca di nuovi partner industriali che possano rafforzare il gruppo e accompagnarlo fuori dalla fase di difficoltà.

A settembre un nuovo passaggio decisivo

Il prossimo incontro è già fissato per settembre, quando sarà possibile valutare l’andamento del mercato e l’efficacia delle misure adottate. Nel frattempo resta forte la preoccupazione dei lavoratori, alimentata dalle difficoltà che negli ultimi mesi hanno investito altre aziende del distretto della moda romagnolo. Anche per questo istituzioni e sindacati puntano a utilizzare il periodo di cassa integrazione non solo per gestire l’emergenza, ma per costruire prospettive industriali che possano garantire continuità produttiva e occupazionale.