“E’ grave la decisione del Governo di respingere l’inserimento nel decreto Pnrr prima un emendamento e successivamente un ordine del giorno volti a introdurre un quadro minimo di tutele per il personale che opera nel trasporto ferroviario”. A esprimerla la Filt Cgil nazionale, aggiungendo che “la bocciatura del provvedimento rappresenta una scelta dannosa per il Paese in prossimità dell’avvio delle gare per i servizi Intercity e del trasporto regionale e a poco meno di un anno dall’ingresso di nuovi operatori stranieri nell’alta velocità”.

“Come già abbiamo evidenziato nel documento unitario presentato nel recente confronto con le istituzioni, che hanno ignorato le istanze del sindacato - sottolinea la Federazione dei trasporti della Cgil -, l’assenza di clausole sociali cogenti e uniformi espone il comparto ferroviario al rischio di dumping contrattuale, alla discontinuità occupazionale, alla frammentazione dei diritti e ad un peggioramento degli standard di sicurezza e qualità del servizio. La liberalizzazione non può tradursi in una riduzione delle tutele. Servono invece regole comuni, obbligatorie e vincolanti per tutte le imprese”.

“Ribadiamo - afferma infine la Filt Cgil - come sia necessario introdurre una clausola sociale nazionale che assicuri piena tutela occupazionale e salariale e garantisca l’applicazione del contratto nazionale. In assenza di risposte concrete, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere diritti e condizioni di lavoro dell’intero settore ferroviario”.