La Cgil Emilia-Romagna torna a chiedere alla Regione di emanare con urgenza l’ordinanza per sospendere il lavoro all’aperto nelle ore più calde nelle giornate ad alto rischio, con entrata in vigore non oltre il 3 giugno. Lazio, Toscana, Liguria, Puglia e Piemonte, fa notare il sindacato, hanno già provveduto.

Per il segretario generale Massimo Bussandri e il segretario confederale Daniele Dieci “è inaccettabile che si sia cominciato a discutere a marzo dei contenuti di un’ordinanza e poi si arrivi all’entrata in vigore così in ritardo”.

La Cgil avverte: “Non accetteremo che ci possano essere giornate a rischio alto, così come individuate dall’indicatore curato da Worklimate, senza la copertura di un’ordinanza che sospenda le attività di lavoro nelle ore più calde per i settori e le attività maggiormente esposti”. La Cgil chiede anche di estendere le tutele ai lavoratori in spazi confinati o esposti a stress termico al chiuso