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Si è concluso con un verbale di mancato accordo il tavolo di crisi convocato questa mattina in Regione Toscana sul calzaturificio Farida di Chiusi. Quello di oggi era l’estremo tentativo per valutare la possibile firma di un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo.
La Filctem Cgil Siena esprime forte rammarico per l’esito dell’incontro. “Purtroppo, come già avevamo ipotizzato due giorni fa, l’azienda, coerente con l’irresponsabilità sociale d’impresa sempre dimostrata, non ha portato al tavolo nessuna proposta di ristoro per i lavoratori, neppure in maniera parziale”.
Il tavolo di crisi in Regione
Di fronte all’assenza di una proposta da parte dell’azienda, le parti hanno dovuto procedere, “nostro malgrado”, alla redazione del verbale di mancato accordo in sede istituzionale.
All’incontro erano presenti, oltre ai funzionari di Arti e dell’unità di crisi della Regione, il consigliere delegato Valerio Fabiani e l’Amministrazione comunale di Chiusi. La Filctem Cgil ringrazia i funzionari regionali “per il supporto e la professionalità dimostrata”.
Il Comune annuncia misure di sostegno
Nel corso dell’incontro, il sindacato è stato informato che il Comune di Chiusi metterà a disposizione misure di sostegno al reddito per lavoratori e lavoratrici che si trovano in situazioni di crisi aziendale.
“A questo punto seguiremo con attenzione gli sviluppi a tutela dei legittimi interessi dei lavoratori e delle lavoratrici”, afferma la Filctem Cgil di Siena, sottolineando come tutti i soggetti presenti al tavolo, “in rappresentanza di Regione, Azienda, Organizzazioni Sindacali e Comune, tranne uno, il Calzaturificio Farida srl”, abbiano stanziato risorse, sotto varie forme, a sostegno delle difficoltà economiche delle maestranze.
Il sindacato: “Responsabilità sociale d’impresa”
Per la Filctem Cgil, le risorse messe a disposizione dagli altri soggetti dimostrano “attenzione, solidarietà e sensibilità”, pur non essendone obbligati costituzionalmente, come invece sarebbe previsto per la responsabilità sociale d’impresa richiamata dall’articolo 41 della Costituzione italiana.
La vertenza del calzaturificio Farida di Chiusi prosegue quindi senza un accordo sulla procedura di licenziamento collettivo. Il sindacato annuncia che continuerà a seguire gli sviluppi della situazione per tutelare i lavoratori e le lavoratrici coinvolti.






















