La Filctem Cgil si impone con un risultato netto nelle elezioni per il rinnovo delle Rsu nei siti Eni di Roma. Su 48 seggi disponibili ne conquista 26, pari al 54% dei consensi. Un distacco marcato rispetto alle altre organizzazioni: Uiltec Uil si ferma a 11 seggi, Femca Cisl a 9. Il voto ha coinvolto i principali poli aziendali, da Ribotta a Ostiense, fino al deposito di Pomezia.

Otto anni di attesa e un cambio generazionale

Il risultato arriva al termine di un lungo rinvio. Le elezioni mancavano da otto anni, tra pandemia e riorganizzazioni interne. In questo arco di tempo è cambiata la composizione della forza lavoro e anche quella della rappresentanza sindacale. La Filctem ha attraversato un ricambio profondo, mescolando esperienza e nuovi ingressi.

Secondo Enrico Colaiocco della segreteria romana, proprio questa combinazione ha inciso sul risultato. I quadri più esperti hanno tenuto la struttura, mentre i nuovi candidati hanno intercettato una base più giovane e mobile.

Lavoro, contratto e smart working

Sul voto pesa anche il contesto. Il rinnovo del contratto nazionale, le trasformazioni organizzative e l’estensione dello smart working stanno cambiando il rapporto tra lavoratori e sindacato. La Filctem ha spinto su una presenza continua nei luoghi di lavoro e su nuove forme di relazione, provando a non perdere contatto con chi lavora fuori dagli uffici tradizionali.

Per Lorenzo Attimonelli, responsabile energia e petrolio Roma Lazio, la chiave è stata proprio questa: presidio costante e capacità di leggere una fase diversa, in cui la partecipazione passa anche da canali meno strutturati.

Una leadership che si rafforza nel Lazio

Il risultato romano consolida una tendenza più ampia. Nei siti Eni del Lazio la Filctem si conferma primo sindacato, nonostante l’uscita di molte figure storiche andate in pensione e una vertenza nazionale aperta che la vede esposta in prima linea.

Il segretario generale Alessandro Borioni richiama il lavoro dei delegati, ma soprattutto sottolinea un passaggio delicato: mantenere consenso mentre cambia la struttura dell’azienda e mentre aumentano le tensioni sul futuro industriale del gruppo.

Il nodo della rappresentanza nel pieno della transizione

Il voto arriva in una fase di transizione per l’energia e per la stessa Eni. Tra decarbonizzazione, riorganizzazioni e nuove strategie industriali, il terreno di confronto si sposta rapidamente. La rappresentanza sindacale dovrà misurarsi con lavoratori sempre più frammentati e con richieste diverse rispetto al passato, a partire dalla stabilità e dalla qualità del lavoro.