Lo sciopero dei lavoratori e la pressione sindacale modificano il piano iniziale di Kering sugli esuberi annunciati in Alexander McQueen. Al termine del confronto svolto oggi al ministero del Lavoro tra il gruppo e le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil è stato raggiunto un accordo che evita i licenziamenti unilaterali previsti dall’azienda.

L’intesa arriva dopo settimane di tensione culminate con lo sciopero e la manifestazione del 20 maggio a Scandicci, quando l’intero Gruppo Kering si era mobilitato contro i 54 esuberi annunciati nel marchio del lusso. Secondo i sindacati, proprio quella iniziativa ha contribuito a cambiare in modo sostanziale l’impostazione iniziale della società.

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Nessun licenziamento imposto e uscite solo volontarie

L’accordo stabilisce che non ci saranno licenziamenti unilaterali. Eventuali uscite potranno avvenire esclusivamente attraverso la non opposizione al licenziamento e con incentivi economici concordati. Inoltre, le scadenze previste per la procedura vengono rinviate fino al mese di settembre.

Un elemento che le organizzazioni sindacali considerano particolarmente importante riguarda il ritorno del confronto negoziale al centro della gestione della vertenza. Per Filctem, Femca e Uiltec il risultato raggiunto blocca l’impatto immediato dei licenziamenti e crea uno spazio di trattativa che fino a poche settimane fa appariva molto più ristretto.

L’accordo approvato all’unanimità dai lavoratori

L’intesa è stata sottoposta alle lavoratrici e ai lavoratori di Alexander McQueen, che l’hanno approvata all’unanimità. Un passaggio che rafforza il mandato negoziale dei sindacati e conferma il sostegno dei dipendenti alla linea seguita durante la mobilitazione.

La vertenza, tuttavia, non può ancora considerarsi conclusa. Il numero degli esuberi dichiarati dall’azienda resta infatti sul tavolo e il confronto entrerà ora in una nuova fase, nella quale sarà necessario verificare quali strumenti potranno essere utilizzati per gestire la riorganizzazione senza produrre effetti traumatici sull’occupazione.

La partita si sposta a settembre

Per le organizzazioni sindacali la soluzione non può essere affidata esclusivamente a uscite individuali. Da qui ai prossimi mesi l’obiettivo sarà quello di individuare strumenti collettivi, a partire dagli ammortizzatori sociali, in grado di ridurre l’impatto della ristrutturazione e tutelare il più possibile il lavoro.

Da qui a settembre sindacati e lavoratori intendono monitorare l’andamento delle eventuali adesioni alle uscite incentivate e mantenere alta l’attenzione nei siti produttivi coinvolti. Sullo sfondo resta il piano di riorganizzazione del gruppo, che dovrà essere accompagnato da un confronto condiviso. La vertenza McQueen mostra intanto come una mobilitazione partita dai luoghi di lavoro sia riuscita a modificare un percorso che sembrava già tracciato.