La Fillea Cgil esprime vicinanza e sostegno alla famiglia di Mattia Battistetti, il giovane operaio di 23 anni morto il 29 aprile 2021 in un cantiere a Treviso dopo essere stato travolto da un bancale di 15 quintali caduto da una gru. Una vicenda che continua a segnare il dibattito sulla sicurezza sul lavoro e sui tempi della giustizia nei processi per infortuni mortali.

Il sindacato interviene dopo la sentenza del 18 marzo 2026 del Tribunale di Treviso, che ha disposto condanne in primo grado per alcune figure della sicurezza del cantiere e assoluzioni per altri soggetti coinvolti nella gestione dell’opera e dell’azienda. Restano ancora attese le motivazioni della decisione.

Il sostegno della Fillea

A intervenire è il segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco, che rilancia la necessità di un cambio strutturale nella gestione dei procedimenti giudiziari legati ai morti sul lavoro e di un rafforzamento delle tutele per le famiglie delle vittime.

“Il nostro pieno sostengo va ai familiari di Mattia Battistetti, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza in primo grado sulla morte del figlio 23enne. Questo caso rafforza ancora più la nostra idea rispetto all’urgenza di istituire una Procura Nazionale che si occupi in materia di salute e sicurezza e che riesca a garantire in tempi brevi la fine dei processi. I familiari, come in questo caso, attendono soli senza che lo Stato garantisca loro nemmeno il gratuito patrocinio, un diritto per chi rimane. Mattia è una vittima del dovere e come tale l’ordinamento giuridico dovrebbe riconoscerlo”, afferma Di Franco.

Il nodo dei tempi della giustizia

Per la Fillea Cgil, il caso Battistetti evidenzia ancora una volta le criticità del sistema giudiziario nei procedimenti per infortuni sul lavoro, soprattutto nella fase successiva alle sentenze, quando il deposito delle motivazioni può richiedere tempi lunghi e lasciare le famiglie in una condizione di ulteriore incertezza.

La famiglia del giovane, nei giorni scorsi, ha espresso rispetto per il lavoro della magistratura ma anche amarezza per il ritardo nella redazione delle motivazioni, sottolineando come la ricostruzione definitiva della vicenda processuale sia ancora sospesa.

Una Procura nazionale e più tutele

La posizione della Fillea si inserisce in una battaglia più ampia che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro e l’efficacia della risposta giudiziaria agli incidenti mortali.

Secondo Di Franco, l’istituzione di una Procura nazionale dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro rappresenterebbe uno strumento decisivo per accelerare i procedimenti, garantire maggiore uniformità nelle indagini e assicurare tempi più certi alle famiglie delle vittime.

Accanto a questo, il sindacato solleva anche il tema delle tutele economiche e legali per i familiari, spesso costretti ad affrontare lunghi percorsi giudiziari senza adeguato sostegno, incluso il tema del gratuito patrocinio.

Una vicenda che interroga il sistema

La morte di Mattia Battistetti resta per la Fillea Cgil un simbolo delle criticità ancora presenti nel sistema della sicurezza sul lavoro in Italia e della necessità di rafforzare controlli, prevenzione e strumenti giudiziari.

Una battaglia che, per il sindacato, non riguarda solo il singolo caso ma l’intero sistema di tutela dei lavoratori e il riconoscimento delle responsabilità nei casi di morte sul lavoro.