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La data tanto temuta è arrivata: oggi scadono i contratti di lavoro di tutti i precari assunti a tempo determinato con le risorse del Pnrr. Da domani, mercoledì 1° luglio, il loro futuro sarà soltanto un’ipotesi. “Per noi la lotta non si ferma”, commenta la segretaria nazionale Fp Cgil Giordana Pallone: “L’inaccettabile scelta politica dell’amministrazione può ancora essere corretta”.
Cosa succederà quindi domani? “Alcuni si dovranno accontentare di far parte di una graduatoria, come i lavoratori della giustizia amministrativa e quelli della giustizia ordinaria precari da 36 mesi, sperando di essere chiamati un giorno da qualche amministrazione”, prosegue Pallone: “Altri resteranno appesi al filo di un’ulteriore proroga di soli tre mesi, i più ‘fortunati’ saranno convocati nelle sedi distrettuali dove prenderanno servizio a seguito dell’esito della nuova procedura concorsuale cui hanno dovuto sottoporsi”.
Una procedura, quest’ultima, che si sarebbe “potuta evitare stabilizzando subito tutti i precari del ministero della Giustizia, una procedura farraginosa e le cui graduatorie provvisorie sono uscite solo quattro giorni prima, con ritardi e modalità incomprensibili, tenendo in sospeso migliaia di lavoratrici e lavoratori che in poche ore dovranno ripensare la loro vita, disdire contratti di affitto, spostarsi anche di centinaia di chilometri senza averne avuto un minimo preavviso”.
Per la dirigente sindacale occorre “modificare subito la previsione del dl 100/2026 per estendere la proroga di soli tre mesi al 31 dicembre di quest’anno, individuare subito le risorse necessarie alla loro assunzione definitiva nell’ambito della prossima legge di bilancio e, non da ultimo, tutelare la condizione professionale di tutto il personale del ministero della Giustizia e di tutti i precari Pnrr“.
La segretaria nazionale Fp così conclude: “Anche la Commissione Ue, nel rispondere alla lettera del segretario generale del sindacato europeo dei servizi pubblici Epsu Jan Willem Goudriaan, ha messo nero su bianco quanto da noi sostenuto da anni. L’assunzione a tempo indeterminato di oltre 9.300 precari non è sufficiente: devono essere confermati nelle loro funzioni, secondo gli impegni che lo stesso governo italiano ha assunto nel piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029”.
























