Quasi un secolo di storia, e ora la chiusura. Il Pastificio Rigo di Pieve del Grappa (Treviso), praticamente un’istituzione nel campo della produzione di formati speciali di pasta, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per i 35 dipendenti (28 operai e sette impiegati), legata alla cessazione dell’attività prevista per gennaio.

Il Pastificio venne fondato nel 1929 da Carlo Rigo, con una piccola produzione da destinare al mercato locale. Ora, dopo quattro generazioni e la vendita nel 2018 alla multinazionale australiana Pasta Group, la dismissione: nella comunicazione inviata ai sindacati l’azienda ha dichiarato l’insostenibilità economica dell’impresa e l’impossibilità degli investimenti necessari.

Flai Treviso: “Esaminare tutte le possibili alternative”

“Non possiamo limitarci a prendere atto di una decisione che rischia di cancellare un’attività produttiva e di lasciare 35 persone senza una prospettiva”, commenta il segretario generale Flai Cgil Treviso Danilo Maggiore, chiedendo all’unità di crisi della Regione Veneto di attivare un tavolo con l’azienda, i sindacati e i soggetti istituzionali coinvolti.

“Lo stabilimento – prosegue Maggiore – ha chiuso l’ultimo bilancio con degli utili importanti. La produzione non manca e la qualità del prodotto lo conferma. Insomma, il Pastificio Rigo ha tutte le carte in regola per continuare a lavorare e crescere”.

Per il segretario generale Flai Treviso occorre “esaminare tutte le possibili alternative alla cessazione, trovando quelle soluzioni industriali che assicurino la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione. Il punto è chiaro: dietro questi 35 posti di lavoro ci sono persone, famiglie e competenze che meritano risposte”.

Maggiore così conclude: “La crisi di un’azienda non può essere affrontata dando per scontato che l’unica soluzione sia chiudere e licenziare. Serve la responsabilità sociale di tutti per cercare un’alternativa e garantire un futuro a chi oggi rischia di perdere il lavoro”.