PHOTO
“Non sono una novità i toni trionfalistici con cui si snocciolano numeri, investimenti, boom di presenze, record di competitività, eppure da mesi continuiamo a sottolineare che il turismo si regge su paghe basse, lavori precari e stagionali, part-time involontari, dumping contrattuale e salariale”. A sottolinearlo, in una nota, è Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil, parlando dei lavoratori e le lavoratrici del trurismo.
“Saremmo più cauti nello stappare bottiglie di champagne, come ci pare incline a fare il ministro Mazzi”, aggiunge. “Più del 70% dei dipendenti del comparto turistico guadagna meno della soglia critica di 14.800-15.000 euro annui; la percentuale sale sopra l'80% nel Mezzogiorno e nelle Isole. È evidente - sostiene Russo - che l’unico asset del comparto turismo su cui non si sta investendo è proprio il lavoro: non basta detassare le mance, signor ministro, provvedimento peraltro che ci appare odioso, per la cultura che sottende. Quando il ministro dice 'i numeri confermano che investire nel turismo significa credere nella crescita della nazione', suggeriamo meno retorica e più realtà”.
“Non è un caso che il ministro promuova un tavolo permanente con tutti i rappresentanti del settore per discutere le linee di intervento, e le uniche a mancare sono proprio le organizzazioni sindacali: un'altra occasione per ribadire da che parte sta questo governo”, conclude Russo.






















