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“Siamo sbigottiti e sgomenti. Ad un mese esatto dalla strage di Amendolara, affermare che nel 2016 sia stato depenalizzato il reato di intermediazione illecita e interposizione di manodopera è una fake news, una vera e propria mistificazione della realtà”. Lo dichiara in una nota Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil, replicando alle comunicazioni alla Camera sulla sicurezza nei luoghi di lavoro della ministra del Lavoro, Marina Calderone, riportate dalle agenzie.
“Forse complice il caldo – rinfresca la memoria Mininni – ma ricordiamo alla Ministra che proprio nel 2016 è nata la Legge 199, che ha riformato l'articolo 603-bis del codice penale per contrastare lo sfruttamento del lavoro. Una norma che a breve compirà dieci anni e che punisce non solo i caporali, ma anche i mandanti e cioè le imprese che approfittano dello stato di bisogno dei lavoratori”.
Il sindacato sottolinea come il provvedimento del 2016 abbia corretto il precedente dispositivo del 2010 (legge Sacconi), considerato difettivo e di fatto inapplicabile per come era scritto ed inoltre scaricava la colpa solo sui caporali, salvando le aziende.
“Nel 2016 il reato non è stato depenalizzato, è stato scritto meglio e finalmente reso applicabile sul serio”, incalza il segretario della Flai Cgil. “Se in questi dieci anni si sono potuti celebrare i processi e colpire i responsabili, è proprio perché la legge è scritta bene. Come si fa a sostenere il contrario?” Siamo di fronte a una dichiarazione che ha dell’assurdo.
La ministra sostiene che il contrasto al caporalato e allo sfruttamento siano una componente essenziale delle politiche sulla sicurezza sul lavoro del governo Meloni. “Dove è finito il tavolo sul caporalato? Che fine ha fatto il decreto sulla Banca dati sugli appalti in agricoltura emanato in contemporanea con la morte di Satnam Singh? Dove sta la reale volontà politica di superare i ghetti se hanno lasciato andar via i soldi del Pnrr?
Un governo che si attiva solo a fronte delle emergenze non è un governo consapevole dei problemi del lavoro nell’agricoltura del nostro Paese”, conclude il segretario.
“Dobbiamo ribadirlo nuovamente: le campagne di raccolta nei campi non sono delle sorprese improvvise, ma avvengono dalla preistoria, sempre nello stesso momento dell'anno. Un governo serio non dovrebbe stupirsene ogni volta che nelle campagne di raccolta di primavera ed estate accadono più incidenti, ma programmare e pianificare l’attività di vigilanza anziché inseguire la propaganda”.






















