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Nell’Aula Gruppo del Tribunale di Potenza oggi 114 precari della Giustizia hanno sottoscritto i contratti di lavoro a tempo indeterminato. “Il risultato – spiega Carmen Sabbatella, della Fp Cgil di Potenza – arriva dopo un anno di manifestazioni e scioperi in cui la nostra organizzazione si è fatta parte attiva coinvolgendo tutti gli operatori della giustizia, il mondo politico e non solo. La stabilizzazione dei precari della giustizia non porta solo la stabilità per 114 famiglie lucane, ma soprattutto rappresenta un’occasione importante per i nostri uffici giudiziari che, con gli attuali 183 precari in servizio, ancora presentano una carenza di circa il 30% nelle dotazioni organiche. In questi anni, in cui hanno operato i precari, sono stati smaltiti molti arretrati e vi è stato un miglioramento nei tempi della giustizia”.
I 114 stabilizzati andranno a rinforzare gli uffici della Corte d’Appello (22 unità) del Tribunale di Potenza (41 unità), di quello di Matera (16 unità) e del Tribunale di Lagonegro (33 unità), “ma anche gli uffici del Tribunale di Sorveglianza e del Tribunale dei Minori, che versa da mesi in una situazione davvero drammatica in termini di carenze di organico. Si tratta di operatori data entry, funzionari tecnici e amministrativi, e soprattutto funzionari dell’Ufficio del processo (AUPP)”.
La Fp Cgil continuia a sostenere che “la stabilizzazione non doveva essere parziale e che anche gli altri, in Italia circa 1.600 e in Basilicata circa 70, dovevano essere stabilizzati adesso e non successivamente, dopo una proroga del contratto che parte da oggi, primo luglio, e durerà solo tre mesi. Da subito va modificata la previsione del DL 100/2026 per estendere la proroga al 31 dicembre di quest’anno e subito devono essere individuate le risorse necessarie per la loro assunzione definitiva nell’ambito della prossima legge di bilancio”.
“Tutti i precari assunti con il Pnrr – conclude Sabbatella – hanno portato nuova linfa negli uffici giudiziari italiani, contribuendo a migliorare la fruizione del diritto alla giustizia sancito dalla nostra Costituzione, e tutti, nessuno escluso, dovranno essere stabilizzati”.






















