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Sul caldo la Cgil in Veneto ancora una volta denuncia le scelte della Regione. Anche la Camera del Lavoro di Vicenza in una nota sottolinea la distanza tra e richieste della Cgil, semplici e chiare – sospendere tutte le attività all'aperto e quelle svolte negli ambienti chiusi privi di climatizzazione tra le 11 e le 17, garantendo esclusivamente i servizi essenziali – e quanto deciso in Regione. Il governo del territorio “ha scelto di subordinare lo stop a condizioni e parametri che rischiano di lasciare migliaia di lavoratori e lavoratrici esposti proprio nelle ore più pericolose della giornata, senza considerare le modalità di lavoro e le tempistiche di troppe tipologie di impiego. Inoltre, non è chiaro come siano state prese certe decisioni: perché i rider sì, ma i postini no? Perché nessun accenno alle fabbriche, alle fonderie, alle imprese di pulizia, agli operatori ecologici?”, si legge nella nota della Cgil Vicenza.
Puggioni, Cgil Vicenza: “La Regione Veneto continua a rincorrere l'emergenza invece di prevenirla”
“La Regione continua a rincorrere l'emergenza invece di prevenirla – dichiara il segretario generale della Cgil di Vicenza, Giancarlo Puggioni –. Avevamo chiesto un provvedimento molto più coraggioso e più semplice da applicare. Le nostre richieste sono state sostanzialmente ignorate e oggi migliaia di lavoratrici e lavoratori restano senza una tutela adeguata. Quando fuori ci sono temperature insopportabili, il lavoro deve fermarsi: la vita delle persone vale più di qualsiasi scadenza produttiva. Ci rivolgiamo anche alle imprese: chi continua a far lavorare le persone come se nulla fosse, senza modificare gli orari, senza riorganizzare i turni e senza ridurre i carichi di lavoro, senza fornire acqua e sali minerali adeguati sta scegliendo consapevolmente di esporre i propri dipendenti a un rischio gravissimo. Non si può aspettare il prossimo malore o il prossimo morto per decidere di intervenire perché la salute non può essere un costo da contenere né una variabile subordinata alla produzione. È e deve essere un diritto fondamentale per il lavoratore e, quindi, un dovere per l’imprenditore: chi ignora la situazione e i rischi dovrà assumersi fino in fondo le proprie responsabilità morali, civili e giuridiche”.
La Cgil di Vicenza chiede alla Regione Veneto di rafforzare ulteriormente il provvedimento, estendendo le sospensioni a tutti i lavori incompatibili con le alte temperature, intensificando i controlli e prevedendo sanzioni efficaci nei confronti delle aziende che non rispettano le norme sulla salute e sicurezza. Inoltre, ogni categoria della Cgil continuerà a segnalare ogni violazione agli organi di vigilanza, sosterrà la contrattazione aziendale per ottenere misure più restrittive rispetto all’ordinanza regionale e, dove non saranno garantite condizioni di sicurezza, saranno prese tutte le iniziative sindacali necessarie, comprese mobilitazioni e scioperi.























