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Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, dichiara che la sicurezza delle scuole è una priorità strategica mentre annuncia un decreto da 114,4 milioni di euro, ma la Flc Cgil denuncia che poi il ministero è stato “costretto a pubblicare ben tre decreti di proroga e differimento dei termini”.
Inoltre i correttivi proposti dal governo nel disegno di legge di Assestamento erogano integrazioni di sola cassa per 167 milioni di euro, destinate direttamente ai Comuni per finanziare le spese di progettazione degli interventi di messa in sicurezza e di efficientamento energetico delle scuole, ma non stanzia nuovi fondi teorici per le opere.
La solita incapacità di spesa
Il sindacato ricorda la Relazione della Corte dei conti sul Rendiconto 2025 nella quale si legge che a fronte di un patrimonio in cui oltre il 41% degli edifici scolastici è privo di collaudo statico e il 56% non ha l’agibilità, la capacità di spesa del ministero si è fermata solo al 26%.
Sono infatti 2,3 i miliardi di euro rimasti bloccati nel Fondo unico per l’edilizia sotto forma di residui passivi. La Corte individua i motivi del blocco nel fatto che molti Comuni, soprattutto quelli di minori dimensioni, non hanno le professionalità tecniche e amministrative interne per progettare gli interventi, predisporre i progetti esecutivi e far partire effettivamente i cantieri.
Collaterali mirati
Il disegno di legge sotto la lente di ingrandimento della Flc prevede altre integrazioni di cassa con precisa destinazione. Vi sono infatti 15 milioni di euro destinati alle Città metropolitane di Roma e Milano per interventi di manutenzione e sicurezza di scuole e strade e 17 milioni, provenienti dalla quota dell’8 per mille dell’irpef a diretta gestione statale, riassegnati al Fondo unico per l’edilizia scolastica.
Il sindacato riconosce che i correttivi introdotti con l’Assestamento 2026 “rappresentano certamente un segnale importante”, ma evidenzia che resta aperto il nodo strutturale: “I correttivi difficilmente potranno essere risolutivi se non saranno accompagnati da un rafforzamento della capacità amministrativa degli enti territoriali e da una semplificazione delle procedure”.
Le difficoltà dei Comuni
Il sindacato si concentra poi su decreto dello scorso 7 luglio che concede un’ulteriore proroga per l’aggiudicazione definitiva degli interventi antisismici dei Piani 2023-2025 e rileva che sia “la prova provata che i Comuni, a distanza di anni dallo stanziamento, non riescono nemmeno ad affidare i lavori alle ditte”.
Identico discorso, definito come “affanno burocratico”, riguarda la rendicontazione dei fondi dell’8 per mille per il ripristino dell’agibilità scolastica e il differimento dei termini per rendicontare le indagini diagnostiche eseguite su solai e controsoffitti.
“È la smentita del paradosso ministeriale – scrive il sindacato – : da un lato si annunciano nuovi riparti e si caricano gli enti locali di adempimenti e scartoffie, dall’altro si è costretti a rincorrere costantemente i ritardi dei vecchi piani perché i Comuni, privati di supporto tecnico e amministrativo stabile, non riescono a stare al passo.
Sicurezza è anche adattamento climatico
Il cambiamento climatico, reso così evidente da quest’ultima estate, non può più essere elemento secondario nel globale concetto di sicurezza degli edifici scolastici, che per la Flc non riguarda più soltanto il collaudo statico, l’agibilità o la prevenzione incendi, ma deve necessariamente comprendere anche l’adattamento degli edifici agli effetti dei mutamenti del clima.
L’aumento della frequenza delle ondate di calore “sta rendendo molte aule ambienti inadeguati allo svolgimento delle attività didattiche e lavorative, con ricadute sulla salute, sul benessere e sulle condizioni di apprendimento di studenti e personale. Le politiche di edilizia scolastica devono quindi prevedere la progettazioni di edifici capaci di garantire condizioni ambientali adeguate durante tutto l’anno.
“Il ministero ci ripensi e modifichi”
Il disegno di legge di Assestamento ha tutto il tempo per essere modificato, visto che ora passerà all’esame del Senato dove ci sarebbe la possibilità “interventi sulla progettazione con una concezione più ampia della sicurezza scolastica”.
Per la Flc il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare le risorse in progetti approvati e cantieri aperti, ma soprattutto quella di “consegnare a studenti e lavoratori edifici scolastici sicuri, pienamente agibili e in grado di garantire ambienti di apprendimento e di lavoro salubri, vivibili e adeguati agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico”.

























