Mango, in provincia di Cuneo, è uno dei paesi produttori del Moscato d’Asti, vino che nasce tra le colline dell’astigiano, del cuneese e dell’alessandrino. È un piccolo centro abitato da poco più di 1200 abitanti, ma nei periodi di raccolta centinaia di lavoratori stagionali vengono impiegati nel territorio per raccogliere l’uva. Una manodopera necessaria, pressoché straniera, che raggiunge il Piemonte per poche settimane per poi seguire la stagionalità di frutta e verdura lungo tutto lo stivale.

In questo territorio, come in altre zone del Piemonte, si sono verificati casi di sfruttamento lavorativo, irregolarità, fino a fenomeni di caporalato, abitativo come occupazionale.

Per dare una risposta alle difficoltà di alloggiamento dei lavoratori, la Cgil Cuneo e la Cooperativa sociale Motiva (entrambe partner del progetto Fami Common Ground che vede quale capofila la Regione Piemonte) hanno collaborato con il comune di Mango per lanciare un progetto sperimentale di accoglienza dei braccianti, attraverso moduli abitativi installati in azienda: le imprese accolgono i lavoratori e li assumono direttamente, senza appalti o intermediazioni.

“Questo progetto è un’embrione di accoglienza nelle Langhe - dichiara Piertomaso Bergesio -, la nostra idea è quella di estenderlo nel tempo per allargare la possibilità di accogliere in maniera dignitosa i lavoratori stagionali”.