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In questi giorni si rincorrono, sulla stampa specializzata, le notizie in merito ad una possibile cessione di BdM Banca, erede delle storiche Tercas e Caripe, con dichiarazioni d’interesse che progressivamente vengono manifestate da ipotetici acquirenti: per la Fisac Abruzzo Molise il modo in cui la notizia viene posta è poco rispettosa delle lavoratrici e dei lavoratori.
“Tutti gli articoli di stampa parlano infatti di “banca salvata da Mcc” – si legge in un comunicato del segretario generale del sindacato regionale, Luca Copersini –, ignorando totalmente i pesanti sacrifici che le persone che ci lavorano hanno accettato pur di contribuire al salvataggio della loro azienda: per oltre 4 anni, infatti, i dipendenti e le dipendenti di BdM Banca hanno subito una decurtazione di stipendio pari all’incirca ad una mensilità annua”.
Negli articoli si parla di una banca con filiali situate in Puglia, Campania e Basilicata, “ignorando totalmente l’Abruzzo, dove pure lavorano non meno di 400 persone e sono attive oltre 50 filiali, più ulteriori 5 filiali in Molise. In regioni che sono state tra le più falcidiate dalle chiusure di sportelli bancari e dall’abbandono dei territori conseguente all’acquisizione delle banche locali da parte dei grandi gruppi, BdM Banca rappresenta ad oggi un presidio fondamentale per l’economia regionale, avendo mantenuto gran parte della rete delle vecchie Casse di Risparmio”.
La Fisac Abruzzo Molise esprime quindi profonda preoccupazione in vista di una cessione che, "se ispirata esclusivamente alla massimizzazione del profitto immediato, potrebbe causare un danno pesantissimo alle famiglie ed alle piccole e medie imprese dei territorio interessati”.
Per questo motivo il sindacato chiede alle istituzioni locali di vigilare e avviare canali di dialogo con il cedente Mcc e i futuri acquirenti, al fine di limitare quanto più possibile gli impatti negativi per le nostre Regioni.






















