Nuovo sciopero di otto ore oggi (lunedì 2 novembre) dei 120 dipendenti della Barco di Saronno (Varese), multinazionale belga specializzata in tecnologie per il settore medicale e monitor ad altissima definizione per le sale operatorie, che venerdì 16 ottobre ha annunciato il trasferimento in Cina (nell’impianto di Suzhou) di oltre il 50 per cento delle attività produttive.

Lo sciopero (che segue quello di venerdì 23 ottobre) è accompagnato da un presidio (alle ore 10) e da un’assemblea aperta, che si conclude con una conferenza stampa. “Cento anni di storia cancellati sull’altare del profitto”, dicono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil territoriali: “Le decisioni irresponsabili e una vera e propria predazione industriale ricadono per l'ennesima volta sulle spalle delle persone”.

I sindacati respingono la procedura di licenziamento avviata da Barco che riguarda 46 lavoratrici e lavoratori (tre quadri, 13 impiegati e 30 operai) e la conclusione dei contratti interinali di 25 dipendenti. “Ben 71 famiglie vengono colpite al cuore”, proseguono le tre sigle, rivelando che la produzione dovrebbe scendere da 50 mila a 20 mila pezzi all’anno.

La storica azienda (fu fondata nel 1923 con il nome di Fimi) sembra dunque voler andare avanti sull’intenzione già comunicata a fine settembre. “Non possiamo permettere che ciniche logiche di bilancio cancellino un secolo di storia, professionalità e sacrifici”, concludono le tre categorie: “Il profitto non può cancellare il lavoro e la dignità. Invitiamo la cittadinanza, le forze sociali e tutte le realtà del territorio a unirsi al nostro fianco”.