La segreteria nazionale della Fiom Cgil respinge le accuse di antisemitismo rivolte all'organizzazione e al segretario generale Samuele Lodi dal presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi.

In una nota, il sindacato definisce le contestazioni "strumentali" e "totalmente infondate", rivendicando una storia di 125 anni di impegno per la democrazia, la libertà dei popoli e contro ogni forma di terrorismo e sopraffazione.

Al centro della polemica una kefiah indossata da Lodi in occasione della sua elezione a segretario generale della Fiom Cgil. Secondo quanto ricostruisce la segreteria nazionale, il tessuto conteneva scritte in arabo il cui significato non era noto ai presenti. Un episodio che, sostiene il sindacato, è stato utilizzato come pretesto per rivolgere accuse all'organizzazione e al suo segretario generale, che non avrebbe avuto responsabilità nella scelta del gesto.

"Respingiamo con forza l'accusa di antisemitismo che il presidente della comunicata ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha lanciato alla Fiom-Cgil e al suo segretario generale Samuele Lodi." La segreteria nazionale ricorda quindi la storia dell'organizzazione e il suo impegno contro il fascismo e il nazismo, sottolineando il prezzo pagato da dirigenti e militanti nella lotta contro i crimini dei regimi totalitari, il cui esito più aberrante è stato la Shoah.

La Fiom Cgil precisa di aver preso le distanze dal contenuto delle scritte dopo averne conosciuto il significato e aver verificato che esprimevano posizioni non condivise dall'organizzazione. La segreteria nazionale afferma inoltre di essere intervenuta attivando le procedure interne per accertare quanto accaduto.

"Venuti a conoscenza del significato delle parole e avendo accertato, anche direttamente, che sono riconducibili a posizioni che non ci appartengono, la Fiom Cgil nel prenderne le distanze è intervenuta anche attivando le procedure interne per una verifica di quanto accaduto."

Per la segreteria nazionale, le accuse rivolte all'organizzazione, al segretario generale, ai delegati e agli iscritti sono infondate e contribuiscono ad alimentare un clima di contrapposizione. La Fiom rivendica invece il proprio impegno per la pace, la democrazia, l'autodeterminazione e la solidarietà tra i popoli.

La nota si conclude con un appello al presidente della Comunità ebraica milanese affinché si impegni per un percorso di pacificazione in Palestina e in Israele, con la fine delle ostilità e il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione.

"In ultimo, sarebbe auspicabile che il presidente delle comunità ebraica milanese piuttosto che in strumentali attacchi, si prodigasse affinché in Palestina e in Israele si intraprendesse un vero percorso di pacificazione, mettendo a tacere le armi e riconoscendo la giusta aspirazione di autodeterminazione del popolo palestinese."

"La Fiom Cgil sempre è stata e sempre sarà in prima linea nella difesa di una pace disarmante e della democrazia".