Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza, il sesto del governo Meloni. Lo riferiscono le agenzie di stampa. Ancora una volta, per contrastare le proteste si sceglie l’approccio repressivo e punitivo: arriva il nuovo reato di “partecipazione violenta” alle manifestazioni. Il fermo preventivo è esteso anche ai minori dai 14 ai 18 anni.

Il reato di partecipazione violenta con le aggravanti

Nello specifico, spiega l’Adnkronos, il governo dispone l’estensione dell'arresto in flagranza differita, con l’introduzione del reato di “partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche".

Nuove aggravanti vengono introdotte per “devastazione, saccheggio e attentato a impianti di pubblica utilità”, commessi durante le manifestazioni.

Fermo preventivo anche per minori

La maggioranza, dunque, si limita a mettere in campo sanzioni più severe, dopo le manifestazioni e gli scontri nelle piazze degli ultimi giorni. La premier Giorgia Meloni si è vantata in conferenza stampa: “Si rischia fino a cinque anni di carcere e fino a 20.000 euro di multa”, ha detto, annunciando che col volto coperto le pene aumentano ulteriormente.

Il fermo preventivo, che finora valeva per gli adulti, si potrà ora applicare anche ai minorenni. Questo un altro passaggio del decreto sicurezza.

Fino a 12 anni per chi usa social per andare in piazza

Viene punito anche chi usa gruppi online per organizzare un corteo. Lo ha detto il ministro Nordio: c’è una “fattispecie autonoma punita da 4 a 12 anni per chiunque, anche mediante strumenti informatici o telematici, organizza o promuove la formazione del gruppo” che allestisce “manifestazioni violente”.

Cinquecento militari a Milano

Come già annunciato, intanto Milano segue la via della militarizzazione totale: arrivano 500 militari in più nelle strade fino alla fine dell’anno, che agiranno al fianco di polizia e carabinieri. 

Insomma il governo continua nella sua linea repressiva, senza fare alcuna differenza tra le violenze – già ampiamente condannate dalla Cgil – e la libertà di manifestare prevista dalla democrazia e dalla Costituzione.

Naturalmente si attendono le valutazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che avrebbe espresso perplessità sull’ipotesi di conferire poteri di polizia ai soldati.