Ondata di licenziamenti nei call center di Asti. Martedì 6 gennaio le società Tecnocall e Mediacom hanno comunicato via Pec ai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil l’avvio della procedura per complessivi 62 esuberi (30 lavoratori su 59 in Tecnocall, 32 su 62 in Mediacom). Il primo incontro tra sindacati e aziende è previsto per martedì 20 gennaio.

Le due aziende nel 2024 avevano costituito un “raggruppamento temporaneo d’impresa” per partecipare all’appalto Iren (multiutility torinese attiva nei settori dell’energia elettrica, del gas e di vari servizi), commessa incentrata sul “servizio clienti” che poi avevano vinto prendendo il posto della Konecta.

In virtù della clausola sociale, dal 1° luglio 2024 i lavoratori Konecta (inizialmente 130, poi scesi a 124) che si occupavano dell’appalto Iren erano passati alle dipendenze delle due aziende vincitrici, ossia Tecnocall e Mediacom, che avevano aperto (sempre in base ai vincoli della clausola sociale) una sede ad Asti.

Sindacati: “Situazione drammatica, occorre intervenire”

“La ragione è legata al calo di volumi della commessa evidenziato dalle due aziende”, spiegano Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil: “Col passare dei mesi la situazione è diventata sempre più grave. All’inizio si parlava di ricorrere agli ammortizzatori sociali, adesso è arrivata la notizia degli esuberi, dovuti in parte anche all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Una situazione che ci ha lasciato senza parole”.

“Il nuovo anno non promette nulla di buono”, commenta alla stampa locale il segretario generale Cgil Asti Luca Quagliotti: “Quando un’azienda chiude è difficile ricollocare i lavoratori in altri settori, perché molte sono le imprese che chiudono e pochissime, se non nessuna, quelle che arrivano”.

Quagliotti sottolinea i gravi rischi legati all’irruzione dell’intelligenza artificiale: “La questione dei call center è drammatica, perché le funzioni umane del consumer care possono essere sostituite dall'intelligenza artificiale. Sono anni che denunciamo che ci sarebbero stati problemi con i call center, se non interveniamo il settore rischia di entrare in una grandissima crisi”.