Sottoscritta, in settimana, la nuova Disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti di Ambasciate, Consolati, Legazioni, Istituti culturali e Organismi internazionali in Italia per il triennio 2026-2028. La firma è avvenuta presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla presenza del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “Si tratta di un risultato importante – spiegano la Cgil, Fp Cgil, la Cgil di Roma e del Lazio e la Fp Cgil Roma e Lazio, in una nota –. Il documento recepisce anche alcune proposte avanzate dalla Cgil e introduce miglioramenti concreti sul piano salariale e dei diritti”.

Aumento dell’8% e rafforzamento significativo della conciliazione vita lavoro

L’intesa prevede un incremento delle retribuzioni pari all’8% e innova in modo significativo alcuni istituti contrattuali per rafforzare l’effettiva conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. Tra le novità più rilevanti “ci sono – sottolinea la Cgil – il rafforzamento di congedi e permessi, il riconoscimento della flessibilità oraria per i genitori di studenti con Dsa (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e l’elevazione al 100% della retribuzione per i periodi di congedo di maternità e paternità, rispetto all’80% previsto fino a oggi. La nuova Disciplina sarà trasmessa alle diverse sedi con una circolare del Maeci, il ministero degli Affari esteri, che ne richiederà il rispetto”.

“Resta però aperto il nodo della piena applicazione – si legge nel comunicato –, perché, come è noto, non sussiste per le istituzioni estere un obbligo automatico di darne completa attuazione. Per questa ragione sarà fondamentale promuoverne la massima conoscenza tra lavoratrici e lavoratori e, dove necessario, attivare un intervento sindacale a tutela dei diritti, senza trascurare il rispetto concreto delle leggi italiane. Questo accordo, per noi, rappresenta un passo avanti importante nel riconoscimento delle tutele per il personale impiegato nelle sedi diplomatiche e negli organismi internazionali presenti nel nostro Paese. Adesso occorre vigilare affinché le previsioni sottoscritte non restino solo formali, ma diventino diritti realmente esigibili in tutti i luoghi di lavoro interessati”, concludono la Cgil, la Fp Cgil, la Cgil di Roma e del Lazio e la Fp Cgil Roma e Lazio.