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Milioni di lavoratrici e lavoratori ridotti allo stremo tra incertezza, precarietà e sfruttamento. Lo raccontano le storie di Fabio Giomi e Pietro Zantonini, che diventano significative per disegnare lo scenario allarmante di tutto il settore.
Due storie diverse ma dello stesso contesto
Si tratta di due vicende diverse, una di queste segnata da un esito drammatico, ma che fanno capo allo stesso contesto, quello a cui appartiene ormai il lavoro del settore terziario - che comprende servizi, commercio, distribuzione, appalti, filiera del turismo della ristorazione e della cultura - dove, da qualche tempo a questa parte sembra che le imprese si sentano libere di gestire rapporti e condizioni di lavoro sorvolando sui diritti di lavoratrici e lavoratori.
Il diritto alla continuità lavorativa per Fabio Giomi, sottoposto a un raggiro spregiudicato per giustificarne il licenziamento, e il diritto alla sicurezza per Pietro Zantonini, vittima di turni che andavano ben oltre le ore previste dal contratto e si svolgevano di notte a temperature proibitive.
Il mantra del profitto contro regole e decenza
Secondo la Filcams Cgil, che lancia l’allarme, “il mantra del profitto legittima qualsiasi comportamento, da quello sprezzante delle regole e della decenza messo in atto nel commercio allo sfruttamento del corpo del lavoratore oltre ogni ragionevole limite nei servizi di vigilanza”.
È in questa deregulation etica che sta declinando il lavoro nel terziario. Ridimensionamenti e passaggi di proprietà sono ormai all'ordine del giorno nel commercio e nel turismo, dove le crisi di bilancio si affrontano eliminando forza lavoro piuttosto che progettando strategie di rilancio dell'attività, mentre il giro degli appalti, un ricorso statisticamente consistente a contratti pirata e, come ha dimostrato la vicenda di Zantonini, a contratti a termine - pochi vincoli e massimo sfruttamento - sono la cifra del comparto della vigilanza e dei servizi di sicurezza, dove è proprio la sicurezza degli addetti la nota dolente, dai frequenti assalti armati ai portavalori alla totale indifferenza per la salute di chi lavora.
Russo, Filcams: lavoratrici e lavoratori allo stremo
“Le lavoratrici e i lavoratori del terziario sono ridotti allo stremo - commenta Fabrizio Russo, segretario generale Filcams Cgil - per loro ormai il lavoro è diventato sinonimo di incertezza, sanno che quello che hanno oggi potrebbe non esserci più domani, perché qualcuno può decidere indiscriminatamente delle loro vite e della loro sopravvivenza, a questo punto fino al significato più estremo che la parola può assumere”.
Senza diritti non siamo un Paese civile
È il momento che le istituzioni prendano atto di quanto sta avvenendo in un settore centrale e basilare per la comunità. “Non possiamo più considerarci un Paese democratico e civile - conclude Russo -, finché i diritti della forza lavoro che contribuisce a tenerlo in piedi vengono sistematicamente calpestati e la vita delle persone non viene degnata di alcun rispetto”.






















