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Dopo mesi di crisi, licenziamenti e ricerca di nuovi investitori, per il gruppo Aeffe arriva la prima vera svolta. Nel corso dell'incontro che si è svolto al ministero delle Imprese e del made in Italy è stata infatti annunciata la presentazione di un'offerta vincolante per il rilancio del gruppo della moda, che vede insieme la famiglia Ferretti, il fondo Oxy Capital, un partner industriale cinese e Invitalia.
La proposta apre una nuova fase della vertenza che negli ultimi mesi ha portato a circa 120 licenziamenti tra gli stabilimenti di San Giovanni in Marignano, nel Riminese, e Milano e all'avvio della composizione negoziata della crisi, con l'obiettivo di individuare un investitore in grado di garantire la continuità aziendale.
Un'operazione da 115 milioni di euro
Secondo quanto comunicato dal Mimit, l'operazione ha un valore complessivo di circa 115 milioni di euro e punta a mantenere e valorizzare i marchi storici del gruppo, assicurando la continuità delle attività industriali e la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Il progetto prevede inoltre la concessione in esclusiva al partner industriale della licenza del marchio Moschino per il mercato cinese, con l'obiettivo di rafforzarne la presenza commerciale nel Paese.
La chiusura dell'operazione è prevista entro la fine del 2026, una volta completate le verifiche e definiti gli accordi contrattuali.
I sindacati: "Ora il confronto sul piano industriale"
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil giudicano positivamente il passaggio annunciato al tavolo ministeriale. "L'offerta di Oxy Capital, che opererà insieme a un partner industriale cinese e a Invitalia, conferma l'attrattività e la validità del perimetro aziendale e allontana lo spettro di esiti liquidatori o fallimentari", affermano le organizzazioni sindacali.
Per i sindacati, "la manifestazione di un interesse concreto e vincolante attesta il valore delle competenze e del lavoro svolto finora in questa azienda". Allo stesso tempo, precisano che il giudizio definitivo "resta condizionato alla verifica dei dettagli del piano che ci verrà sottoposto".
Le organizzazioni sindacali indicano tre priorità per la fase che si apre: piena tutela dei livelli occupazionali, investimenti e un vero piano industriale di sviluppo, oltre alla continuità delle condizioni contrattuali e retributive dei lavoratori.
Appuntamento al 28 settembre
Le parti torneranno a incontrarsi il 28 settembre al Mimit. In quella sede i proponenti illustreranno il piano industriale nel dettaglio e saranno avviati i confronti sul progetto di rilancio.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto anche una convocazione con la nuova proprietà e con l'esperto della composizione negoziata per entrare nel merito dell'offerta e verificarne gli effetti sull'occupazione e sul futuro industriale del gruppo.
Fino alla conclusione dell'operazione, assicurano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, resterà alta l'attenzione sulla tutela di tutti i posti di lavoro.






















